Si conclude con The Forgotten Sanctum la trilogia di DLC di Pillars of Eternity II: Deadfire, finisce qui la nuova run di Obsidian Entertainment nel genere al team più avvezzo, il gioco di ruolo occidentale con visuale isometrica, perché all’orizzonte c’è un The Outer Worlds che aspetta, ed è di altra impostazione, e chissà quali frutti partorirà l’acquisizione da parte di Microsoft Studios. Il commiato non è esaltante, ma gradevole, perfettamente in linea con i due contenuti aggiuntivi precedenti, a voler essere pignoli il migliore, a conti fatti, si è rivelato il primo, Beast of Winter, trascurabile (ma non brutto) il secondo, Seeker, Slayer, Survivor, e nel mezzo questo terzo, che coinvolge l’Osservatore e i suoi compagni in un’avventura a tratti bizzarra, a tratti oscura, perfettamente in linea con la divinità che in essa è coinvolta, Wael.

 

 

Nel pantheon di Pillars of Eternity II: Deadfire Wael è il dio dei sogni, dei segreti, dei misteri e delle rivelazioni, la sua manifestazione fisica è un inquietante ammasso di occhi. I suoi progetti, ammesso che ne abbia, sono imperscrutabili persino per gli altri dei, i suoi seguaci, ammesso che capiscano il perché lo facciano, sono coinvolti in pratiche strane e inusuali. In The Forgotten Sanctum si prova a sfruttare tali premesse a livello narrativo, per costruire un racconto significativo e coinvolgente, ma l’obiettivo non è perfettamente compiuto, principalmente perché, come i precedenti, anche questo è un DLC dalla durata ridotta, attestabile attorno alle cinque ore, un quantitativo che riuscirebbe a essere narrativamente rilevante solo se perfettamente equilibrato, e invece per buona parte dell’avventura il grande mistero rappresentato dall’enorme corpo tentacolare di Wael rimane quasi in un angolo, non è, come magari ci si aspetterebbe, il fulcro delle vicende, non se ne percepisce l’incombenza, come invece per esempio accadeva in Beast of Winter, nel quale la tensione con Rymrgand era sempre avvertibile.

Pillars of Eternity II: Deadfire The Forgotten Sanctum screenshot

La nuova ambientazione è composta da luoghi molto particolari e diversi tra loro

Ben costruito lo è invece The Forgotten Sanctum dal punto di vista dell’esperienza ruolistica, che non è dominata dal solo combattimento (a meno che non si desideri proprio segnare la propria via con una scia di sangue e cadaveri, ovviamente). Intere sezioni sono risolvibili senza sferrare un solo colpo, sfruttano le peculiarità di un party che sicuramente sarà ben livellato, essendo infatti l’avventura accessibile solo nelle fasi finali della storia principale. Alcune situazioni e enigmi hanno requisiti molto elevati, in termini di punti abilità in una determinata caratteristica. Quando si tratta di menare le mani, comunque, gli avversari non si tirano per niente indietro, alcuni degli scontri che in maniera obbligatoria occorrerà affrontare sono tra i più impegnativi di tutta la produzione, gioco principale compreso. Coinvolgendo la storia il Circolo degli Arcimaghi ed essendo ambientata in un luogo strano e inquietante la magia sarà spesso il miglior modo per risolverli a proprio favore, non è un caso che i membri del party consigliati per la missione siano Aloth e Fassina.

“The Forgotten Sanctum è ben costruito dal punto di vista dell’esperienza ruolistica”The Forgotten Sanctum si rende particolarmente piacevole nel presentare un nuovo personaggio e nel riportare in azione un altro, già visto nel primo Pillars of Eternity, è tra di essi, tra due visioni opposte di cosa occorra fare riguardo il titanico corpo di Wael, che il giocatore deve decidere, è nel finale, giustamente, che si avverte il peso della fatale scelta, la quale avrà ripercussioni non solo nel contenuto aggiuntivo, ma addirittura sulla storia principale, in maniera molto intrigante, e chiaramente di più non possiamo dirvi, per evitare spoiler.

Pillars of Eternity II: Deadfire The Forgotten Sanctum screenshot

Alcuni scontri saranno molto impegnativi. E ripugnanti

Per concludere, è facile il giudizio sul terzo DLC di Pillars of Eternity II: Deadfire, estendibile a tutto il blocco dei contenuti aggiuntivi. La scelta da parte di Obsidian di raccontare tre storie più piccole, a fronte dell’espansione in due parti del primo capitolo, non ha probabilmente dato i frutti sperati, l’impressione è che Beast of Winter fosse stata pensata come più vasta e in seguito ristretta, perché comunque è la più compiuta delle tre, e che le altre siano state pensate successivamente. Fungono, ad ogni modo, come gradevole corollario ad un’avventura già molto densa a livello di contenuti; non l’arricchiscono in maniera evidente, ma son comunque un apprezzabile, ma non imprescindibile, di più.

VOTO7
Tipologia di gioco

The Forgotten Sanctum è il terzo e ultimo DLC di Pillars of Eternity II: Deadfire, gioco di ruolo di Obsidian Entertainment.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto un codice per il download da Steam.