In quella che potremmo definire una retromania a tutto tondo possiamo inserire, per quanto riguarda il medium videoludico, il ritorno del genere delle avventure grafiche. Non sono di certo le punte di diamante del mercato come lo erano nei tempi che furono, ma da anni ormai abbiamo assistito ad un revival del genere, per remake o remastered oppure per l’arrivo di produzioni del tutto nuove costruiti su quelle meccaniche, come NAIRI: Tower of Shirin.

Trattasi di un indie frutto del lavoro di HomeBearStudio, fondato da due ragazzi. NAIRI: Tower of Shirin è un’avventura grafica molto classica, con visuale in prima persona e nessun tipo di azione a schermo di alcunché genere. Un’avventura squisitamente old school, nel bene e nel male.

I dialoghi, ad esempio, sono tutti deputati a delle linee di testo a schermo, senza nessun doppiaggio, così come non ci sono cutscene, ma una narrazione proposta per immagini. L’incedere dell’avventura, allo stesso modo, è molto pacato e tranquillo senza grossi colpi di testa. Immaginate quindi le avventure più ragionate di una volta, ed avrete un’idea di cosa aspettarvi.

NAIRI: Tower of Shirin screenshot

Rex è proprio un bel tipo

La prima criticità che viene fuori da quanto appena descritto: NAIRI: Tower of Shirin risulta molto lento per chi non è abituato o non cerca questo tipo di esperienza. Oltretutto, la situazione è aggravata dal fatto che a volte gli enigmi risultano fin troppo cervellotici da intuire (quel pensiero laterale estremo tipico delle avventure grafiche di un tempo), mentre a volte la risoluzione dei puzzle ambientali va fin troppo a fantasia.

Facciamo un esempio. Ad un certo punto dell’avventura sarà necessario calarsi da una finestra. Bisognerà perciò creare un appiglio al quale avvinghiare la corda e tutti questi oggetti andranno trovati e combinati insieme. In questo caso ci sarebbero più soluzioni possibili a livello logico, ma dovendo per forza attuare quella prevista dal gioco ci si ritrova, mossi dalla frustrazione, a cliccare a casaccio per la stanza sperando di intuire cosa gli sviluppatori abbiano pensato per quella sequenza. Fortunatamente non è sempre così, ma non è neanche un caso isolato.

NAIRI: Tower of Shirin screenshot

L’inventario può essere richiamato in ogni momento

Nel gameplay NAIRI: Tower of Shirin è un’avventura punta e clicca molto classica. Ci si muove per le ambientazioni uno scenario alla volta (composto da un’immagine fissa, leggermente dinamica, che varia a seconda di alcune interazioni previste), in modo sempre molto lento e con qualche passaggio di troppo alle volte, e semplicemente si può interagire con ciò che si vede a schermo per indagare o risolvere gli enigmi. Gli oggetti di cui sopra oltre ad essere raccolti possono essere combinati (sempre in modo schematico e fisso) per ottenerne di nuovi, che servono ad avanzare con l’avventura o risolvere i puzzle. Durante il gioco si possono raccogliere delle monete, con le quali acquistarne degli altri, si possono trovare in giro semplicemente cliccando a caso qua e là. Una soluzione non troppo elegante, anche perché crea delle dissonanze, come l’apparire dietro a dei quadri o sotto ai tappeti sparsi per i vicoli bui della città.

NAIRI: Tower of Shirin è un’avventura punta e clicca molto classica”Riguardo la costruzione del mondo e la narrazione, NAIRI: Tower of Shirin è una piacevole sorpresa, pur senza guizzi particolari. L’estetica è indubbiamente il punto forte della produzione, grazie ad uno stile grafico che per character design e animazioni strizza l’occhio ai lavori dello Studio Ghibli e più in generale all’animazione classica, per via della commistione tra umani e animali antropomorfi, mentr l’ambientazione ha echi mediorientali e mediterranei.

NAIRI: Tower of Shirin screenshot

Certi scorci sono davvero evocativi

La trama ci vede nei panni di Nairi, una giovane rampolla di una famiglia benestante che, durante una serata come le altre si ritrova in una situazione a dir poco spinosa: rapita, e con i genitori in fuga per via di una non meglio specificata incursione delle guardie in casa sua. Comincia così un’avventura che nei toni è abbastanza classica (i rapitori diventano subito amici, il mistero dell’eponima Torre di Shirin è legato alla protagonista, ed altri topoi non troppo originali), nella quale Nairi dovrà capire i fatti che riguardano lei e la sua famiglia, mentre incapperà anche in antiche storie e leggende che riguardano la Torre che svetta al centro della città.

Ci sono però delle note positive riguardo una narrazione che non brilla troppo per originalità. Il fittizio tessuto sociale è riproposto con coerenza, con una costruzione dei personaggi fatta di clan di papere criminali, topi faccendieri dalla dubbia moralità e altre idee davvero niente male. Colpiscono i dialoghi tra personaggi, tra sporadiche banalità ed una tendenza verso la prolissità ogni tanto non risparmiano qualche plausibile bordata o frecciatina di sorta tra personaggi della classe borghese e della classe operaia. Un dettaglio che non ci aspettavamo da un’avventura di questo tipo, e che sicuramente dà ulteriore valore ad una produzione che va approcciata da giocatori affini ai punta e clicca vecchio stile; gli altri potrebbero trovare poco interesse in una produzione comunque curata e ben realizzata.

VOTO6,5
Tipologia di gioco

NAIRI: Tower of Shirin è un’avventura punta e clicca ispirata ai classici del genere.

Come è stato giocato

Abbiamo provato il gioco grazie ad un codice review, per Nintendo Switch, fornitoci dal publisher.