Sulla fiancata della chiesa del villaggio che è al centro della mappa di Monster Boy e il Regno Maledetto spiccano quattro variopinte vetrate, che raffigurano gli eroi dei quattro Wonder Boy regolari e testimoniano la piena appartenenza alla serie della produzione di Game Atelier, perché Monster Boy è cosa diversa da Wonder Boy sono nel nome, le basi del gameplay action platform sono assolutamente le stesse, declinate ovviamente in maniera più moderna, nonostante la natura della produzione sia fieramente old school, e lo stesso è quel turbinìo di trasformazioni che non solo infonde varietà nel gioco, permettendo di passare da un maiale ad un serpente, da una rana a un leone a un drago, ma è alla base della costruzione del level design, che sfrutta in maniera intensivaa le peculiarità ora dell’una, ora dell’altra forma.

Nel momento in cui il vecchio strambo Nabu inizia a mettere a soqquadro il regno, trasformando chiunque in un animale, tocca a suo nipote Jin rimettere a posto le cose. Il problema è che anche lui, pochi momenti dopo l’inizio dell’avventura, viene tramutato in una bestia, in un maiale per la precisione, scoprendo che certo, la ciccia è un problema, ma la possibilità di utilizzare poteri magici è invece è una figata. È il leitmotiv del gioco l’abbinare ad ogni nuova traaformazione una o anche più abilità, quelle che aprono la via verso un mondo non particolarmente elaborato, ma che non è assolutamente lineare. La progressione non si articola in livelli, ma in zone, nelle quali difficilmente si sente il bisogno di ritornare più in là, sfruttando eventuali nuovi poteri (ed è per questo motivo che il gioco non è un metroidvania), ma che comunque offrono, per coloro capaci di cogliere le minuzie del level design, molteplici stanse segrete, foriere di miglioramenti.

Monster Boy e il Regno Maledetto screenshot

L’animazione della corsa del maiale è in assoluto una delle cose più belle del gioco

Quella costruita da Game Atelier è una struttura di gioco che si basa principalmente sul salto e sullo sfruttamento delle abilità peculiari di ogni trasformazione, come detto il maiale è in grado di utilizzare tanti poteri magici, ma quanto è utile arrampicarsi sulle superfici muschiate nelle squame del serpente, o utilizzare la lingua della rana per aggrapparsi ad anelli sospesi e lanciarsi grazie a particolari fionde. È un continuo cambiare tra una forma e un’altra, non solo perché il gioco lo prevede, secondo un level design capace di creare molteplici situazioni intriganti da risolvere o affrontare, ma anche per il proprio diletto, coinvolti da una genuina spensieratezza che passa non solo attraverso una goduriosa azione platform, ma anche per lo sballonzolamento delle suine rotondità, per citare solo uno dei molteplici elementi che testimoniano non solo la cura profusa a livello di animazioni, ma anche la profonda attenzione e il cuore che, in maniera evidentissima, stanno alla base del lavoro svolto dal team di sviluppo, a tratti davvero stupefacente.

“Gameplay e messa in scena lasciano entrambi a volte basiti, piacevolmente stupiti da quella soluzione ludica o dalla raffinatezza del design di luoghi e personaggi”Gameplay e messa in scena lasciano infatti entrambi a volte basiti, piacevolmente stupiti da quella soluzione ludica o dalla raffinatezza del design di luoghi e personaggi e titilatti da una colonna sonora varia e ben realizzata. Monster Boy e il Regno Maledetto è una soddisfazione continua, per la maggior parte dell’avventura non ha tempi morti né fasi poco ispirate, sprizza ispirazione da tutti i pori, stampa sul volto del giocatore un compiaciuto sorrisone, perché per carità, saranno pur belli i platform di atmosfera e gli enigmi ambientali, ma Game Atelier praticamente mostra come realizzare un action platform nel 2018, e pazienza se qualche espediente è stato già visto nella storia della serie, si tratta di peccatucci da nulla a fronte della qualità dell’esperienza di gioco, perdipiù arricchita da piccoli elementi ruolistici, come i vari pezzi di equipaggiamento, dagli effetti e dalle statistiche differenti.

Monster Boy e il Regno Maledetto screenshot

Gnam!

Monster Boy e il Regno Maledetto è a un passo dall’essere un capolavoro, se non arriva a tali vette è solo perché non prova a riscrivere le dinamiche fondanti della serie ma piuttosto si limita ad attualizzarle, in un contesto ludico che comunque è fortemente retrò. Rifugge qualsiasi complessità nella struttura di gioco ma non, attenzione, nell’esperienza, che occasionalmente arriva ad essere addirittura ostica. Nonostante un aspetto grafico scintillante è pochi lustrini e molta sostanza, un dolcissimo frutto della passione (del team di sviluppo) del quale non è possibile non rimpinzarsi.

VOTO8,5
Tipologia di gioco

Monster Boy e il Regno Maledetto è un action platform nel quale farsi strada non solo saltando, ma anche sfruttando le peculiarità delle molteplici trasformazioni del protagonista.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto un codice per il download da eShop della versione Nintendo Switch del gioco.