Il videogioco secondo Runic Games è la riproposizione in chiave moderna del classico, un dogma per il quale Torchlight e Torchlight II sono Diablo, ma più accessibili, meno complessi e più giocosi, e Hob, ultima fatica del team di sviluppo di Seattle, è The Legend of Zelda: A Link to the Past, almeno nell’impostazione generale, quella che in una struttura di gioco tipicamente action adventure infila combattimenti tutto sommato semplici e tradizionali e enigmi che denotano, invece, una non comune intelligenza ludica, la stessa che crea il mondo di gioco secondo un level design di ottima fattura. C’è, a tratti, persino del genio nella modellazione del mondo, anzi nella maniera in cui esso diviene, in senso assoluto, perché il mondo di Hob è mutevolissimo, dinamico, in continua trasformazione.

Hob è ovviamente, come ogni action adventure che si rispetti, un’opera che vuole raccontare la storia, ma sceglie di farlo in maniera estremamente peculiare, secondo un ermetismo che forse è persino eccessivo, ma che permette al giocatore di imbastire nella propria mente, mano a mano che i pochi eventi chiave si succedono, la sua trama, la sua interpretazione. Non ci sono linee di testo che introducono le vicende, anzi non ci sono in assoluto, quanto si vuole dire passa esclusivamente attraverso movimenti, cambi di inquadratura, piccoli versi. Ecco come il poco assuma significato, come il giocatore si concentri all’istante su quanto sta per avvenire nel momento in cui si accorge che il gioco prende il controllo, per raccontargli qualcosa. E’ un trucchetto, più che una magia, dire poco per stuzzicare, intrigare, eppure funziona, e lascia sempre lì a chiedercisi se si è interpretato nel modo giusto quanto appena avvenuto.

Hob screenshot

Il mondo di gioco è vasto, vale la pena esplorarlo in ogni anfratto

E’ molto più classica invece l’interpretazione del genere videoludico di appartenenza. L’eroe di Hob, uno strano essere incappucciato, il cui ruolo, si intuisce, pare essere quello di liberare un mondo rigoglioso da una letale infestazione, è armato di spada, con la quale affetta nemici e cespugli, tanto perché sia ben chiara l’ispirazione primaria. E’ un peregrinare fascinoso il suo, perché Hob è avvolto da una delicata coltre di mistero dal punto di vista narrativo (non si conoscono le origini del viandante, né quelle del mondo e delle macchine che giacciono distrutte e dimenticate) e chiama all’azione genuina da quello ludico. Una spada non può che servire per colpire, poi si schiva e si salta, si utilizzano le peculiarità di un braccio robotico per combattere così come per risolvere enigmi: è tutto ad un livello basilare, a voler ben vedere, ma l’applicazione è da applausi, perché gli scontri sono impegnativi, gli enigmi intelligenti ma non cervellotici, l’esplorazione è incoraggiata e premiata dai classici potenziamenti per armi, salute e poteri e, soprattutto, ci si meraviglia e ci si esalta nel vedere il mondo cambiare, magari dopo esser venuti fuori con successo da intricate situazioni.

“è tutto ad un livello basilare, a voler ben vedere, ma l’applicazione è da applausi”Hob fa molta scena, è evidente, ma comunque il modo in cui quelle scene si compongano è motivo di sollazzo per il giocatore, perché sa che dallo spostamento e dallo stravolgimento non solo di poche piattaforme, ma di intere aree di gioco, proverranno altri enigmi ambientali dei quali venire a capo, altro divertimento. Geniali? Quasi mai, per la stragrande maggioranza sono già visti, ma poco importa, come detto il genio sta nel proporre un mondo così cangiante, anche perché dipinto da una direzione artistica di indiscutibile qualità, che mescola natura e meccanica, e poi vi riversa sopra la contaminazione. La produzione di Runic Games è quindi molto bella da vedere, semplice ma evocativa com’è, così come da sentire, con i brani della colonna sonora che bene accompagnano le varie situazioni di gioco.

Hob screenshot

Il legame emotivo col giocatore è costruito anche attraverso evocative inquadrature

Hob è quindi opera che piacevolmente riesce a mettere d’accordo uno stile di gioco estremamente classico e ottime idee. Nessuno degli elementi di gioco che la compongono spicca per ispirazione, il suo gameplay è molto semplice, eppure ha tanto fascino, dato dalla peculiare misura del racconto e da quella caratteristica che si fa fatica a rintracciare in altre produzioni, il mondo che si trasforma: un unico guizzo di particolare originalità, ma quello giusto.

VOTO8
Tipologia di gioco

Hob è un action adventure con visuale isometrica piuttosto classico, con un mondo che cambia spesso aspetto.

Come è stato giocato

Abbiamo ricevuto un codice per la versione PC del gioco.