Un paio di settimane fa vi abbiamo parlato dell’appassionante Manticore – Galaxy On Fire, sparatutto spaziale, recentemente approdato su Nintendo Switch dopo aver esordito sul mercato mobile, tutt’altro che privo di sbavature, ma perfettamente a suo agio nel proporre un’esperienza leggera, immediata, a tratti adrenalinica.

A distanza di un anno dalla sua release su PC e Xbox One, atterra su PlayStation 4 il qui preso in esame Everspace, che con il titolo sviluppato da Deep Silver condivide l’ambientazione, alcuni tratti della trama, il genere di appartenenza, ma non il feeling. Laddove sulla console della Grande N abbiamo apprezzato un gioco semplice da padroneggiare e completare, il titolo di ROCKFISH Games, strizzando l’occhio ai roguelike, propone una campagna più complessa, a tratti frustrante, se non si ha la pazienza e l’elasticità mentale per accettare i compromessi richiesti dal gameplay.

Everspace screenshot

Tra laser, mitragliatrici e missili teleguidati, c’è un arsenale piuttosto ampio con cui personalizzare la propria navicella.

Nei panni di uno dei tantissimi cloni del Dottor Adam Rosling, efficacissimo espediente narrativo che in qualche modo giustifica il permadeath e il conseguente respawn del videogiocatore, non dovrete far altro che viaggiare attraverso il cosmo, saltellando da un portale galattico all’altro, completando missioni e accettando nuovi incarichi, nella speranza di recuperare la memoria. Nonostante la presenza di molti personaggi, innumerevoli fazioni e diversi nemici, l’interesse per i risvolti secondari della trama scema piuttosto in fretta. Mentre la maggior parte degli utenti si accontenterà dei filmati d’intermezzo, che riassumono ed inscenano i ricordi del protagonista, solo i più curiosi tenteranno di ricostruire l’intricato lore di questo spaccato di universo, navigando attraverso il database che fornisce tutte le informazioni su qualsiasi alleato e avversario incontrato lungo il percorso.“Fateci subito il callo: morirete molto spesso”

Esattamente come fu per Manticore – Galaxy On Fire, le cose funzionano molto meglio quando ci si dedica alle fasi di volo, cuore pulsante della produzione. Laddove su Nintendo Switch il focus era esclusivamente rivolto ai combattimenti, Everspace inspessisce il gameplay proponendo una difficoltà media tale che, soprattutto sulle prime, scoraggia l’ingaggio diretto delle navicelle nemiche, rendendo più consigliabile il mantenimento di un basso profilo, mentre si scandagliano le ambientazioni alla ricerca di risorse e denaro da spendere, tra un game over e l’altro, per potenziare il caccia in proprio possesso.

Fateci subito il callo: morirete molto spesso, a volte anche durante il primissimo dogfight. In pesante inferiorità numerica e malamente equipaggiati, i vostri sogni di gloria dureranno molto poco, soprattutto, se, come già anticipato, non vi terrete a debita distanza dai nemici.

Poco alla volta, potenziando armi, energia ed equipaggiamento secondario della navicella, spendendo il denaro raccolto nella partita precedente, progressivamente riuscirete a dire la vostra, sino ad avere abbastanza potere di fuoco da ambire, addirittura, a distruggere una gigantesca fregata nemica.

Pad tra le mani, volare tra gli asteroidi e detriti spaziali, in scenari davvero affascinanti, è un vero piacere. Il control scheme è semplicissimo e nel giro di pochi secondi ci si sente a proprio agio, già pronti a compiere giri della morte e qualsiasi altra evoluzione necessaria a sfidare gli avversari. In questo senso, a rendere leggermente più complicate ed interessanti le cose concorre la barra dell’energia, che tende a consumarsi non solo mentre si usano le armi, ma anche quando si abusa del turbo, spesso unico escamotage utile a salvarsi la pelle, battendo rovinosamente in ritirata, quando ci si scopre ad un passo dalla morte braccati in ogni direzione da caccia nemici.

Bisogna imparare a dosare la propria irruenza, giocando d’astuzia, consapevoli che prima di riuscire a completare la campagna principale dovrete sacrificarvi spesso e volentieri.

Everspace screenshot

Per spostarvi tra un portale e l’altro, necessiterete di carburante, risorsa che ovviamente va recuperata esplorando i livelli.

Graficamente d’impatto, soprattutto grazie ad un art design piuttosto ispirato, Everspace soffre di qualche problema di level design dovuto, per lo più, alla generazione procedurale delle ambientazioni. Vi può capitare, per esempio, di incappare in livelli particolarmente privi di luoghi d’interesse, avari di risorse, in primis, ma anche di occasioni per mettersi nei guai.

Manca, inoltre, quel pizzico di profondità in più nel gameplay tale da permettere ai veri strateghi di fronteggiare ostacoli e nemici con un approccio meno diretto, che possa arginare, almeno in parte, il ciclo di morti e nuovi tentativi che potrebbero stancare i videogiocatori desiderosi di vedere premiate le proprie abilità tattiche e con il pad.

Everspace è il perfetto passatempo per tutti gli aspiranti piloti di caccia del pianeta Terra. Shooter tridimensionale a sfondo spaziale fuori, roguelike dentro, si distingue per un livello di difficoltà medio piuttosto alto, ma anche per un gameplay che alterna furiosi dogfight a fasi esplorative in cui tenersi a distanza di sicurezza dai pericoli.

VOTO7,5
Tipologia di gioco

Everspace è un roguelike travestito da sparatutto tridimensionale in cui prendere i comandi di un caccia interstellare.

Come è stato giocato

Lo sviluppatore del gioco ci ha fornito un codice in formato PlayStation 4. Abbiamo completato la campagna principale in una decina di ore, dopo essere deceduti decine e decine di volte.