Dopo anni di agonia, PS Vita è infine capitolata. Console sfortunata, probabilmente mai desiderata del tutto, condannata da un avversario imbattibile, il Nintendo 3DS, nonché da un mercato, quello di smartphone e tablet, che è esploso proprio mentre Sony tentava di bissare il discreto successo di PSP, evento che ha persino messo in difficoltà la stessa azienda di Kyoto.

Potentissima, elegante, supportata, in linea teorica beninteso, da un publisher, un colosso anzi, che non lesinava su studi first party talentuosi. Sulla carta cosa poteva andare storto? Come se non bastasse, ai nastri di partenza, nel biennio 2010-2011, anni di debutto dei due concorrenti in gara, la Grande N si era affidata ad una versione poco più potente del diretto predecessore, confidando che il solo effetto 3D bastasse ad incantare la pletora di potenziali acquirenti.

In pochi avrebbero scommesso su una debacle di simili proporzioni, tanto più che, nonostante dati vendita ancora confortanti, soprattutto in patria, abbiamo assistito attoniti ad un inspiegabile, e forse prematuro, abbandono di Sony stessa, per nulla intenzionata a finanziare ulteriori killer application per un sistema ritenuto poco remunerativo, vantaggioso, utile nelle strategie globali dell’azienda.

In questo nostro fotospeciale, vogliamo ripercorrere brevemente l’arco esistenziale di PS Vita, ricordandolo attraverso alcuni giochi che ne hanno segnato, nel bene e nel male, il triste destino.

Buona lettura.