PlayStation Now nel resto del mondo è disponibile dal 2014: un’eternità, se pensiamo ai tempi con i quali si sviluppa e si evolve la tecnologia. Ben cinque anni di gestazione, potremmo dire, che hanno portato in Giappone e in parte dell’Europa un servizio che in molti hanno definito “il Netflix dei videogiochi”. Da oggi è finalmente partito anche in Italia, un servizio che arriva con ritardo rispetto al Game Pass di Microsoft, ma che si prepara a offrire un qualcosa di quasi del tutto diverso per i giocatori. For the players.

Partiamo dalle informazioni più importanti, ossia i costi: PlayStation Now, che se volessimo equipararlo a qualche servizio già attivo potrebbe risultare essere il più diretto concorrente di EA Access, costerà 14,99 euro al mese, meno di quanto era stato annunciato originariamente, quando si parlava di 16,99 euro al mese. Una volta effettuato l’abbonamento, che potrà essere interrotto in qualsiasi momento, proprio come Netflix o qualsiasi altra piattaforma di streaming o on demand, potrete accedere a una libreria di 600 titoli a vostra disposizione. Questo catalogo sarà disponibile sia in download che in streaming, ma con delle importanti differenze: PlayStation Now arriverà a offrirvi l’unico modo possibile per giocare i titoli PlayStation 3 su PlayStation 4, ma questi dovranno essere necessariamente scaricati, mentre per quanto riguarda quelli per PlayStation 2 e di attuale generazione basterà lo streaming.

Uncharted 3: L'inganno di Drake screenshot

PlayStation Now rappresenta un’ottima possibilità per recuperare i titoli PlayStation 2 e PlayStation 3, come Uncharted 3: L’inganno di Drake

Se da un lato usufruire dello streaming può sembrare un importantissimo pro, ci sono alcuni compromessi a cui scendere con il catalogo di PlayStation Now: innanzitutto i titoli in streaming richiederanno una connessione di almeno 5 Mbps, uno sbarramento pensato per garantire una possibilità di utilizzo anche nei Paesi che hanno una scarsa diffusione della banda larga, tra cui per l’appunto l’Italia. Il nostro Paese però oramai, rispetto a quattro anni fa, ha compiuto dei passi da gigante per quanto riguarda la diffusione della connessione in fibra e ultra fibra: le metropoli principali sono oramai adeguatamente fornite di connessioni capaci di arrivare anche a 1GB di download e oltre i 100MB di upload, inoltre l’ampia diffusione del 4G, che presto cederà il passo al 5G, sottolinea come i tempi siano maturi per un servizio simile. Il secondo punto da tener presente per il gioco in streaming è che tutti i titoli non potranno andare oltre i 720p e non potranno giovare dell’HDR. Se da un lato tali caratteristiche non complicano la vita per quanto riguarda i giochi PlayStation 2 e PlayStation 3, potrebbero tarpare le ali alle prestazioni delle produzioni di corrente generazione, tra le quali abbiamo notato, ad esempio, Bloodborne. Insomma lo streaming attira sicuramente, ma in alcuni casi potrebbe assolutamente tornare utile il download. Anche perché, in aggiunta, giocare in streaming ad alcuni titoli del catalogo PlayStation Now vi impedirà di usufruire dei DLC a disposizione per quel titolo ed eventuali add-on. Starà a voi, insomma, trovare il giusto compromesso: risparmiare spazio all’HDD e sacrificare la qualità oppure il contrario, accettando di scaricare il contenuto sulla vostra console.

“i titoli in streaming richiederanno una connessione di almeno 5 Mbps”Il catalogo di PlayStation Now rappresenta attualmente il punto più importante dell’intero servizio: chiariamo subito che, diversamente dal Game Pass, non ci sarà una disponibilità day by day dei titoli, quindi non avrete a disposizione un titolo al day one, come deciso da Microsoft, ma una vasta libreria di titoli comunque recenti, seppur non recentissimi. Avrete la possibilità di giocare a Uncharted 3: L’inganno di Drake, The Last of Us, Killzone: Shadow Fall, Red Dead Redemption, Bioshock Infinite, Borderlands, Battlefield 4, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots e altri ancora. Senza dimenticare quei titoli che potremmo definire di retrogaming, tra cui Ape Escape 2, Dark Cloud, Dark Chronicle, Forbidden Siren, Primal, Rogue Galaxy e Wild Arms 3, per citarne alcuni per PlayStation 2. Un ottimo modo, quindi, per recuperare un backlog di titoli che magari anni fa abbiamo colpevolmente perso e che adesso possiamo recuperare, su PlayStation 4 come su PC, grazie all’apposita applicazione.

Bloodborne screenshot

Lo streaming delle produzioni PlayStation 4 è limitato a 720p, in alcuni casi, come quello di Bloodborne, può essere un discreto problema

In chiusura vi forniamo qualche informazione aggiuntiva sul servizio: innanzitutto non sarà necessario essere iscritti al PlayStation Plus, essendo i due prodotti completamente slegati, in secondo luogo sarà possibile usufruire di alcune delle funzionalità online dei giochi del catalogo, ma potrebbero esserci delle modifiche a seconda del titolo scelto. Per quanto riguarda però il poter utilizzare la modalità multigiocatore, come per esempio in NBA 2K, sarà necessario scaricare il gioco e non utilizzarlo in streaming, inoltre sarà possibile sfidare esclusivamente giocatori che ugualmente lo hanno scaricato. Non resta quindi che augurarvi un buon PlayStation Now: noi ci risentiremo sicuramente dopo un primo periodo di prova, per valutare l’andamento del servizio.