Nonostante nelle ultime settimane la nostra attenzione sia stata completamente catalizzata e risucchiata da Blackout, l’ottima modalità battle royale proposta in Call of Duty: Black Ops IIII, tornare sugli accoglienti e divertentissimi lidi di PlayerUnknown’s Battlegrounds ci ha ricordato perché amiamo tanto la “scanzonata” produzione di Bluehole Studio.

L’occasione, lo sapranno bene i più informati, è concisa con il debutto dell’FPS competitivo su PlayStation 4  avvenuto lo scorso 7 dicembre, evento piuttosto sentito dai piani alti di Sony, ansiosa di recuperare quella che, fino a quel momento, aveva tutte le sembianze di un’esclusiva, in ambito console beninteso, ad appannaggio della rivale Xbox One.

Per quanto ci ritenessimo dei veterani, per quanto fossimo già stati forgiati dal fuoco di mille battaglie (tutte perse, ovviamente), ributtarci nella mischia ci ha restituito sensazioni quasi nostalgiche, certamente liete, inspiegabilmente inedite, trattandosi, del resto, dello stesso gioco già ampiamente testato sulla piattaforma Microsoft, su PC, su mobile.

Ecco il perché di questo articolo, una sorta di reminder, a imperitura memoria, sui motivi per cui PUBG è divertentissimo, soprattutto in questa sua edizione per PlayStation 4.