È chiaro come, anche a causa dell’assottigliamento dell’offerta in termini di esclusive, Microsoft stia puntando principalmente ai servizi del suo ecosistema Xbox. Alle esclusive penseranno i team acquisiti di recente (e se ne potrebbe aggiungere anche un altro a breve, Obsidian), per quanto riguarda i servizi il colosso di Redmond sta battendo una strada ben precisa.

Xbox Live ha dimostrato, negli anni, capacità di innovazione, sempre al passo coi tempi, spesso anticipandoli notevolmente. È, ad oggi, il miglior servizio legato al gaming per stabilità, caratteristiche e funzionalità. Da un paio di anni è partita anche l’iniziativa Play Anywhere, che unifica il mondo PC e console di Microsoft in un’unica realtà, con le esclusive first party (che in futuro saranno ampliate dai team di cui sopra) che possono essere giocate su entrambe le piattaforme.

In questo modo il lancio di titoli come Sea of Thieves è diventato molto più agevole, per la varietà di fruizione e per la possibilità di provare il gioco grazie a Xbox Game Pass (che tra l’altro viene spesso scontato). In generale è tutto il mondo dell’intrattenimento ad aver capito che l’osannato modello Netflix, ovvero offrire una piattaforma a canone mensile con un’ampia gamma di prodotti di cui usufruire liberamente, è un tipo di servizio di grande attrattiva.

 

 

Che sia un catalogo di produzioni accessibili, come Origin Access Premier di Electronic Arts (il servizio che più si avvicina per modalità a quello di Netflix), un vero e proprio streaming senza la necessità di device, o su device diversi, come sta facendo Ubisoft con Assassin’s Creed Odyssey (è possibile giocarlo su Nintendo Switch in streaming, in Giappone, ma addirittura anche su Google Chrome), su questo l’offerta dei produttori di console e/o videogiochi dovrà indirizzarsi nel breve futuro.

Project xCloud sarà un servizio globale che permetterà agli utenti di giocare su vari dispositivi, in qualunque momento e luogo”Verso questa direzione viaggia Project xCloud, il nuovo servizio annunciato da Microsoft come un fulmine a ciel sereno. Si tratta di un servizio globale che permetterà agli utenti di giocare su vari dispositivi, in qualunque momento e luogo. La tecnologia sfrutterà ovviamente il cloud, ma si tratterà in realtà di una infrastruttura composta da Microsoft Azure e Microsoft Reserch (che a livello business non ha quasi rivali). Continua quindi idealmente l’idea di giocare dovunque di Play Anywhere, non fermandosi solo ai first party per Windows ed Xbox ma comprendendo ogni gioco.

Ovviamente questo non fermerà la divisione gaming più classica. Continueranno ad esserci nuovi hardware Xbox, compreso quello di nuova generazione annunciato da Phil Spencer all’E3 2018, così come l’offerta regolare di videogiochi e periferiche fisiche. Semplicemente, ci sarà la possibilità di poter continuare a giocare anche su smartphone, tablet ed altri dispositivi (magari una Smart TV con controller Bluetooth?).

Project xCloud Azure

Microsoft Azure è una realtà cloud affermatissima

Tutto questo non succederà in tempi brevi, ovviamente. Project xCloud è attualmente in fase di test su dispositivi Bluetooth che possano comunicare con un controller Xbox wireless, ma anche su device che supportano comandi touch. Nel corso del 2019 inizieranno i primi test pubblici, che consentiranno a Microsoft di mettere sotto sforzo i suoi server e la tecnologia necessaria, solo in base ai risultati si potrà iniziare a pensare a una data di uscita.

Project xCloud va in risonanza con il rumor di qualche tempo fa che voleva l’esistenza di un hardware dedicato solamente allo streaming, una indiscrezione abbastanza curiosa ma approfondita della quale vi abbiamo parlato qualche tempo fa. I conti sembrerebbero tornare quindi. È probabile che questo secondo dispositivo da affiancare a Scarlett possa essere il primo a sfruttare intensamente il nuovo servizio. Qualsiasi sia il destino del progetto, è ovvio che il futuro passi da qui, ne parlavamo in passato e continueremo a farlo.

Forse sarà difficile dalla prossima generazione di console, magari sul finire della stessa, ma dalla generazione ancora successiva possiamo aspettarci che lo streaming videoludico sarà una realtà affermata. La tecnologia è già avanzata, persino in Italia, dove da sempre si registrano problemi di connettività ad alta velocità, si sta facendo un lavoro di cablaggio notevole, grazie ad aziende come Open Fiber. Manca solo la costruzione di un’offerta decente in termini di contenuti e costi, che scommettiamo non tarderà ad arrivare, anche da parte di realtà come Steam, le quali, grazie al loro catalogo, potrebbero dividere le offerte in generi ed insiemi, in maniera analoga a quanto fa Sky con i suoi canali.