In un tweet dello scorso anno, il producer di Tekken 7, Katsuhiro Harada, disse che pur essendo un cattivo storico, Negan, da The Walking Deadsarebbe stato troppo debole per inserirlo nel roster del suo picchiaduro, nonostante la sua fedele mazza Lucille. Durante l’EVO 2018 Bandai Namco ha svelato tre dei personaggi aggiuntivi che faranno parte del season pass della seconda stagione, e insieme a Nina e Lei ci sarà proprio Negan, il cattivone delle ultime stagioni della serie.

Premesso che solo i cretini non cambiano mai idea, per citare un famoso adagio, è difficile non accogliere con un po’ di perplessità questa strana collaborazione tra la serie a base di zombie ed il settimo capitolo di Tekken. Non è la prima volta che vediamo collaborazioni nei picchiaduro, guest star e diversi franchise che si incontrano, ma questa è probabilmente la cosa più improbabile che sia successa negli ultimi anni.

Per chi non seguisse The Walking Dead e non conoscesse Negan, sappiate che si tratta di uno dei villain più carismatici tra quelli partoriti dalla penna di Robert Kirkman e portati sul piccolo schermo. Si tratta però di una persona del tutto normale perché The Walking Dead, tolto il fattore zombie, è uno show del tutto ancorato con i piedi per terra. Difficile immaginare Negan che prende a randellate in faccia Devil Jin e compagni senza che la cosa diventi ridicola (anche se qualcuno lo aveva già immaginato, date un’occhiata al video qui sotto).

 

 

Questo nostro giudizio è dato esclusivamente dall’idea di Negan all’interno del roster di Tekken 7. Un purista dei picchiaduro potrebbe dire che l’importante è che sia un buon personaggio, con una bel moveset e dalle buone potenzialità, ed avrebbe ragione forse. Non sappiamo infatti niente in termini di gameplay, perché al momento Bandai Namco non ha mostrato niente se non il volto in controluce del personaggio condito da un paio di frasi riprese direttamente dalla performance di Jeffrey Dean Morgan nella serie.

Il grande problema è la coerenza, quindi, e quello di Tekken 7 e Negan non sarà il primo caso. Togliendo dal ragionamento la serie Super Smash Bros., che per sua natura è un calderone di personaggi da sempre, nella quale anche i più lontani dal punto di vista dell’immaginario, come Snake e Bayonetta, sono comunque ben inseriti in termini di meccaniche, mosse ed estetica, una delle cose più interessanti dei picchiaduro sono proprio i cosiddetti guest character. Che siano protagonisti di altri videogiochi oppure di altri franchise, ci sono stati casi in cui si è fatto di meglio (o anche peggio) del caso citato.

Non possiamo non citare il trittico di personaggi inseriti in Soul Calibur 2 nelle versioni Xbox, PlayStation 2 e GameCube, ovvero Spawn, Heihachi e Link. Tutti e tre i lottatori si inserivano perfettamente nel roster e nell’ambientazione, in particolare Link con il suo set di armi e gadget ripresi da The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Ma Soul Calibur stesso ha vissuto di alti e bassi, perché se Geralt è un ottimo guest character per Soul Calibur VI per gli stessi motivi di Link (tante mosse, gadget ed incantesimi), e anche Ezio Auditore in Soul Calibur V fa tutto sommato la sua porca figura, l’improbabile crossover con Star Wars fu un vero scivolone.

Soul Calibur IV Darth Vader

Come si suol dire, al peggio non c’è mai fine, no?

Con il quarto episodio della serie, Namco volle replicare l’idea del personaggio esclusivo per ogni console. La versione Xbox 360 aveva Yoda, e quella PlayStation 3 Darth Vader, mentre in entrambe era presente Starkiller, personaggio dell’Universo Espanso reso celebre dalla serie videoludica Il Potere della Forza. In questo caso andiamo ben oltre l’idea di Negan in un roster di robot, ninja, demoni, e quant’altro. In un setting fantasy medievaleggiante vedere degli stravaganti tizi con una spada laser non ha molto senso. Yoda, per le sue dimensioni minute ed i continui saltelli, era anche qualcosa di inguardabile da vedere e tremendamente fuori contesto in termini di gameplay.

“Il grande problema è la coerenza”In tutto ciò, una delle main art del gioco vedeva Mitsurugi (un samurai con una normalissima katana) incrociare le lame con Darth Vader in uno scontro ravvicinato. Un’esperienza completamente folle, aggravata dalla questione dei personaggi esclusivi. Se proprio c’era questa volontà di inserire Star Wars, perché non dare la possibilità almeno di far scontrare Yoda e Darth Vader così da accontentare i fan della saga di Lucas (ammesso che abbiano bisogno di Soul Calibur per questo)?

Ci sono stati anche altri casi del tutto deliranti, ma se non altro scusati dalla volontà di offrire qualcosa di volutamente demenziale, cosa che l’inserimento di Negan in Tekken 7 non è. In Fighters Megamix era presente Hornet the Daytona, ovvero un’automobile che combatteva in piedi sfruttando le ruote per tirare ceffoni; Fred Durst nel tie-in di Fight Club per PlayStation 2; Bill e Hillary Clinton in Ready to Rumble Boxing: Round 2 (che includeva anche Michael Jackson e Shaq); Spartan-458 (Master Chief, per gli amici) in Dead or Alive 4 e molti altri.

Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 2 Lars

Lars, da Tekken, è presente in Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 2, per l’occasione completamente ridisegnato

Freddy Krueger in Mortal Kombat fu un’aggiunta ben più credibile di Negan in Tekken 7. L’iconografia horror del personaggio ben si sposava con la violenza grottesca ed eccessiva del picchiaduro, inoltre Freddy venne inserito perfettamente nella trama perché era presente nel roster già al lancio del gioco. Quell’episodio della serie vide tra le sue fila anche Kratos, che in quanto a coerenza possiamo affiancare tranquillamente al mostro omicida. E uno dei personaggi storici di Mortal Kombat, Scorpion, è presente in Injustice come DLC: sebbene provenga da un altro franchise ha la fortuna di condividere lo stile realistico dei personaggi dell’universo DC.

Alla luce dell’analisi della storia dei guest character nei picchiaduro (che pur richiederebbe molto altro spazio per essere completa), è difficile non vedere il crossover tra The Walking Dead e Tekken 7 come una mera operazione commerciale fine a sé stessa, soprattutto pensando al primo giudizio di Harada al riguardo. Non è possibile che qualcuno abbia seriamente pensato che uno scontro tra Negan e Gigas, Akuma, o Panda potesse essere qualcosa di minimamente plausibile e coerente.