Electronic Arts ha sperimentato molto, negli ultimi anni, con la sua libreria di titoli, tra Origin e servizi dedicati a Xbox One. Sulla console Microsoft è presente ormai da tempo EA Access, un servizio in abbonamento esclusivo che consente di giocare ad una libreria di giochi selezionatai (il cosiddetto Vault), nonché ai possessori della console di mettere le mani con alcuni giorni di anticipo sull’uscita su alcuni di essi. Operazione simile quella di Origin Access, dedicata agli utenti PC e mobile.

Con Origin Access è possibile accedere ad un Vault dedicato, una collezione sempre in mutamento di giochi solo per PC che è possibile scaricare e giocare per tutto il tempo che si vuole, finché l’abbonamento è attivo, ovviamente. Oltre a questo rimane la possibilità di poter provare una selezione di titoli in anticipo, quelli presenti nella collana Play First Trials. Il tutto a €3.99 al mese oppure €24.99 per tutto l’anno.

Proprio il servizio Origin Access verrà ampliato dal prossimo 30 luglio con l’arrivo di Origin Access Premier, annunciato durante l’evento EA Play svoltosi durante l’E3 2018. Il nuovo servizio prende le fondamenta di quello precedente, creando un nuovo tipo di abbonamento.

FIFA 19

Già il solo FIFA 19 potrebbe valere il prezzo dell’abbonamento

La prima differenza di Origin Access Premier è che la prova anticipata di alcuni titoli EA non è legata a vincoli di tempo, come succede con l’Origin Access originale (che da ora in poi si chiamerà Basic), che consente di giocare per un massimo di dieci ore, ma è totale e libera da qualsivoglia vincolo. Tra i primi giochi che entreranno nel servizio ci sono Unravel Two, FIFA 19, A Way Out, Madden NFL 19, ma soprattutto Anthem e Battlefield V. Origin Access Premier garantirà anche uno sconto del 10% permanente su tutti i titoli dello store, ma anche pre-ordini, espansioni, FIFA Points e altro, oltre all’accesso a tutti quei videogiochi all’interno del Vault.

Veniamo alla parte più importante, ovvero il prezzo: €14,99 al mese oppure €100 l’anno.

Il modello è quello giusto, ne parlavamo pochi giorni fa per quanto riguarda Microsoft e il suo Game Pass. Un servizio che, all’annuncio, fece tremare le azioni di GameStop, tanto per dirne una. Quello del servizio in abbonamento è un’alternativa che al consumatore piace e che vuole avere come scelta. Lo dimostra il successo del servizio Microsoft, ed in generale l’apprezzamento che servizi in stile Netflix stanno riscuotendo nelle varie industrie dell’intrattenimento.

Effettivamente, a livello di rapporto qualità/prezzo, è imbattibile. A meno di non essere un utente casual che compra due giochi all’anno massimo, già i €24.99 all’anno di Origin Basic sono una cifra, in rapporto a ciò che viene offerto (The Sims 4, Mass Effect Andromeda, Titanfall 2, Dragon Age Inquisition e una miriade di produzioni indipendenti, tra i tanti) su cui c’è poco da discutere.

Anthem artwork

Dieci ore in Anthem possono volare via in un lampo

Va detto che i €14.99 mensili ed i €100 annuali fanno impressione, inizialmente. Però, rimanendo sulla piattaforma PC, Xbox Game Pass alla fine dell’anno risulta €120 circa, con i suoi €9.99 mensili, ad esempio. Il prezzo, in sé, è ben confezionato, e come al solito tutto sta alle necessità del giocatore.

Con €100 l’anno, che è obiettivamente l’unica opzione plausibile di acquisto per un giocatore almeno medio, c’è la variante molto importante di poter giocare senza limiti ad un gioco con cinque giorni di anticipo. Pensate un FIFA oppure Anthem, che non a caso verranno inseriti, ma anche Battlefield V, tutti prodotti che fanno volare via le dieci ore di prova come niente. Va detto che in cinque giorni qualcuno, con dei ritmi di vita più normali, potrebbe nemmeno non riuscire ad accumulare dieci ore di gameplay.

Interessante, comunque, vedere come publisher e platform holder stiano reagendo in base ai feedback del pubblico (finora entusiastici) riguardo questa tipologia di servizi in abbonamento. È auspicabile, e plausibile, che entro la fine dell’anno assisteremo alle risposte di Ubisoft, Bethesda magari, e perfino Sony che potrebbe potenziare e rinfrescare PlayStation Now per il debutto su tutti i mercati, aggiungendo l’opzione del download invece del solo streaming (e da alcuni rumor pare che non manchi poi molto). Per quanto riguarda Nintendo difficile ipotizzarlo, vista la storica avversione alla modernità dell’azienda, anche se Nintendo Switch sarebbe la console perfetta per questo tipo di servizi.