A distanza di un paio di mesi dall’esordio di Warp Zone, con Grafica 3D. Storia, Tecnica, Arte, scritto da Carlo Cuomo, la collana di IUDAV edita da Edizioni Paguro si arricchisce di un nuovo volume. Si tratta di Teatro e videogiochi. Dall’avatāra agli avatar, frutto della collaborazione tra Luca Papale e Lorenzo Fazio.Teatro e Videogiochi copertina

Entrambi gli autori, in modo diverso, sono attivi da molti anni all’interno dell’industria videoludica. Luca Papale, tra gli altri, ha lavorato presso Electronic Arts, Pole To Win e Enzyme Testing Labs, prima di assumere il ruolo di International Software Quality Engineer in LocalEyes, azienda contractor per Apple. Laureato con lode alla magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale all’Università degli Studi Roma Tre, è autore di Estetica dei videogiochi. Percorsi, evoluzioni, ibridazioni, co-curatore di VirtualErotico. Sesso, pornografia ed erotismo nei videogiochi ed è stato docente di Teorie e Tecniche di Game Design I e Teorie dell’Intermedialità presso IUDAV.

Lorenzo Fazio, laureato con il massimo dei voti al DAMS di Bologna con una tesi in Teatri Orientali, scrive da oltre dieci anni videogiochi per la stampa specializzata e non. I suoi articoli sono apparsi sul sito de Il Fatto Quotidiano, su riviste quali PlayStation Official Magazine e Game Republic e su portali online come Everyeye,it, Eurogamer.it e ovviamente Badgames.it.

Il saggio mette in risalto i numerosi punti di contatto tra teatro e videogiochi, proprio a partire dalla vicinanza concettuale insita tra avatar e avatāra, termine sanscrito che indica letteralmente la discesa e conseguente apparizione sulla Terra delle divinità induiste.

Grazie all’analisi del teatro classico indiano e di quello contemporaneo occidentale, gli autori giungono all’individuazione di una specifica tipologia di avatar, il meta-avatar, utilizzato in tutta una serie di videogiochi in cui meta-referenzialità e post-modernismo mettono in discussione le specifiche stesse del medium videoludico, nonché il ruolo stesso dell’utente.

Paragonando, tra le altre cose, The Last of Us al Teatro Epico di Bertold Brecht, e mettendo in risalto l’instabilità identitaria del videogiocatore in titoli come Hellblade: Senua’s Sacrifice, Bioshock Infinite, Hotline Miami, la saga di Metal Gear e molti altri, Luca Papale e Lorenzo Fazio concludono la loro disamina descrivendo le caratteristiche dell’Homo Game, concetto già teorizzato da Gianfranco Pecchinenda, nuovo rappresentante della nostra specie concepito ad immagine e somiglianza di una console.

Il testo è disponibile su IBS, Amazon, Libreria Universitaria e sul sito stesso della casa editrice.