Wario è l’antieroe di Mario, per eccellenza. Lo è stato in fase di creazione, perché il suo nome è una crasi tra Mario e Warui (in giapponese significa “cattivo”), e nelle apparizioni videoludiche, la prima in Super Mario Land 2: 6 Golden Coins, come antagonista principale e boss finale. Lo è stato nella carriera editoriale della storia di Nintendo, soprattutto.

Se da un lato abbiamo avuto Mario Party, una serie che fa della competizione family friendly (lasciamo stare che si rovinano le amicizie, quello è un danno collaterale) il suo punto forte, con minigiochi dinamici, accattivanti e genericamente ben costruiti in termini di inventiva e design, dall’altra c’è WarioWare, una compilation di minigiochi deliranti dove, tra le altre cose, bisogna ficcare le dita nel naso di qualcuno.

In WarioWare non c’è nessun tabellone, niente grafiche accattivanti e scenari a tema, ma solo una serie di microgiochi da capire, interpretare e vincere nell’arco di cinque secondi. Sfide che richiedono input minimi, riflessi e capacità di adattamento perché, col crescere della difficoltà, ogni microgioco assume sfaccettature sempre diverse e sorprendenti.

Se Mario Party è quindi la serata in compagnia di amici con chinotto e patatine sottomarca, WarioWare è la serata dei chupitos ad un euro, dove vince chi rimane in piedi per ultimo e urla “Wario!” per sancire la vittoria.

Wario moto

L’ormai iconica motocicletta di Wario compare proprio nel primo capitolo di WarioWare!

La saga di WarioWare nasce nel 2003 su Game Boy Advance . La premessa narrativa è che, da avido qual è, Wario ha intenzione di aprire una sua società di videogiochi, in cui però avrebbe sviluppato dei microgiochi invece che dei giochi completi, così da guadagnare di più e lavorare di meno.

L’idea dei microgiochi o minigiochi che siano nasce durante l’epoca Nintendo 64, ancora prima di Mario Party. In Mario Artist: Talent Studio per 64DD compaiono i primi minigiochi che ispireranno WarioWare, e sarà Mario Artist: Polygon Studio a dare la scintilla a Goro Abe (Nintendo R&D1, team responsabile della serie) per la realizzazione del primo WarioWare nel 2003.

Oltre all’idea dei minigiochi in sequenza velocissima, l’idea di affiancare a questo concept un personaggio iconico è data da un’assonanza molto creativa per così dire, come spiegato da Yoshio Sakamoto, altro membro di R&D1: “abbiamo pensato di usare Wario perché non potevamo pensare a nessun altro che sarebbe stato altrettanto perfetto per il ruolo. Wario fa sempre cose stupide ed idiote, così abbiamo pensato che lui ed il resto dei personaggi sarebbero stati perfetti per il gioco”.

WarioWare Gold artwork

WarioWare si è costruito un proprio immaginario, solido e popolato di personaggi stravaganti e folli, almeno come Wario stesso

Nella serie WarioWare, il nostro antagonista preferito non è stato mai l’unico personaggio in campo, perché per l’occasione sono stati creati dei comprimari esteticamente affascinanti, in grado di stare al fianco dell’ingombrante baffuto con estrema scioltezza. WarioWare ha anche puntato molto sull’aspetto sonoro, fondamentale per dare il giusto contorno a microgiochi di qualche secondo. Temi musicali, effetti audio e doppiaggio, tutta una serie di elementi sonori che rimangono impiantati nel cervello per sempre anche dopo un solo ascolto.

Quindici anni ed otto iterazioni dopo (incluso il prossimo WarioWare Gold per Nintendo 3DS), ripercorriamo nella galleria fotografica he trovate in calce all’articolo la storia del franchise più folle di Nintendo, una serie che è stata una fucina di talenti e creatività, in grado per altro di sfruttare le peculiarità di ogni console in modo unico e, spesso, ineguagliato da nessun altro titolo Nintendo o third party.