Quando Sony ha annunciato che a marzo 2018 Bloodborne sarebbe stato aggiunto all’instant game collection di PlayStation Plus mi si sono drizzate le antenne e ho iniziato a pensare che, nonostante l’interminabile backlog che grava da anni ormai sul mio groppone, stavolta proprio non avrei avuto più scuse per non mettere le mani sull’opera di FromSoftware. Le opinioni dei colleghi, i milioni di copie vendute, addirittura la venerazione da parte di molti giocatori mi avevano sempre invogliato, ma perché acquistare un videogioco da una quarantina di ore di longevità quando ne hai cento da iniziare? Gratis è già un altro discorso, e poi, dopo vari soulslike indie, avevo il dovere morale di giocare almeno uno dei titoli della compagnia che il genere l’ha definito: no, non ho mai toccato un Dark Souls, e probabilmente non accadrà nel prossimo futuro.

Eccomi qui, quindi, a scaricare Bloodborne nel giorno del suo secondo avvento, chiamiamolo così, perché di certo non sarò stato l’unico ad aver approfittato del PlayStation Plus per provarlo, finalmente; sono sicuro che in moltissimi stanno muovendo i primi passi nella città di Yharnam proprio in questi giorni. Ed è stato poi con una discreta frenesia che ho avviato il gioco, verso quella che avevo già deciso sarebbe stata un’esperienza ludica di quelle da ricordare, almeno stando a sentire i pareri della stragrande maggioranza dei giocatori. La solita inutile mezz’ora spesa sull’editor del personaggio, a delinare ogni singolo tratto del viso di un personaggio che si vedrà sempre di spalle e poi eccoci! Era ora!

Bloodborne screenshot

L’unica cosa che mi ha rapito senza riserve: le ambientazioni

Una breve scena d’intermezzo apre il gioco, criptica come da tradizione della serie (o almeno così mi hanno raccontato), come tutti i primi momenti. Fin quando si tratta di una caratteristica della narrazione nessun problema, anzi, ma iniziare a giocare Bloodborne significa scendere a patti con l’irragionevolezza. Non per il gameplay, che si capisce subito essere volutamente rigido e ragionato, non da action puro, ma per le meccaniche: se non avessi cercato online nessuno mi avrebbe spiegato come, ad esempio, progredire di livello, perché ho subito intuito che gli Echi del Sangue fossero i punti esperienza del gioco, ma come avrei potuto capire da solo che avrei potuto utilizzarli solo parlando con l’automa all’interno del Sogno del Cacciatore e solo dopo aver visto il primo boss? Nessuno vuole essere preso per mano, però spiegare le basi della progressione in un qualunque modo non sarebbe stato male.

“Dopo aver capito cosa fare e dopo avere preso confidenza con il sistema di combattimento ho finalmente pensato che avrei davvero iniziato a godermi l’avventura, ma devo ammettere che così non è stato”Dopo aver capito cosa fare e dopo avere preso confidenza con il sistema di combattimento ho finalmente pensato che avrei davvero iniziato a godermi l’avventura, ma devo ammettere che così non è stato. Bloodborne non è un videogioco facile, lo sapevo già, ma non è stata la difficoltà a smorzare il mio entusiasmo, probabilmente eccessivo, iniziato ad accumularsi nella mia testolina già dal giorno dell’annuncio dell’abbinamento a PlayStation Plus. Piuttosto, sono stati il suo ritmo e la sua non ben calibrata gestione della progressione. Morire, ritentare, morire, a me va benissimo, fin quando però ad ogni singolo tentativo si ha una tangibile sensazione di progressione. Bloodborne, almeno nelle sue primissime ore di gioco, non riesce a elargirla: aperta la prima scorciatoia a Yharnam centrale è tutto un uccidere, accumulare punti esperienza, tornare al Sogno del Cacciatore, spenderli. Ripetere (morendo pure ogni tanto, ovviamente), fin quando non ci si sente pronti per affrontare il primo boss del gioco. E io mi sento pronto, dopo essere morto un paio di volte, il problema è che…Non ho voglia.

Bloodborne screenshot

Ti ucciderò. Ma non so davvero quando

Nella settimana passata dal download del gioco ad oggi ho affrontato un paio di sessioni, e basta. Bloodborne non mi è entrato dentro, minimamente, quando mi è arrivato un altro titolo da recensire mi sono concentrato su di esso, senza sentire il bisogno di tornare all’opera FromSoftware, come invece sempre mi capita quando lascio da parte un titolo che mi appassiona. E con roba tipo Far Cry 5 all’orizzonte non so se ci tornerò su con la costanza che comunque, in fondo, sento meriterebbe. Mi impegnerò in tal senso, davvero vorrei che Bloodborne mi prendesse, e vi terrò aggiornati al riguardo. Ma non vi do alcuna garanzia.