Il 26 gennaio Monster Hunter: World arriverà finalmente su PlayStation 4 e Xbox One (succcessivamente giungerà anche su PC) e finalmente gli appassionati della serie sapranno se tutte le loro speranze riguardo un rinnovamento di alcuni elementi della serie saranno state ben riposte. Non si puà nascondere che per quanto negli ultimi anni abbia allargato in maniera sensibile il proprio bacino di utenza la serie Capcom ha un pubblico molto particolare: Monster Hunter lo si ama oppure non si riesce nemmeno ad avvicinarvisi, tanta è la sua particolarità, la sua profondità, il suo gusto. Non esiste un genere nel quale inquadrarlo, hunting game è la pigra definizione che la stampa ha dovuto utilizzare per definire le produzioni che gli si avvicinano, ma la realtà è che Monster Hunter è Monster Hunter e basta.

Ecco, tale perentoria affermazione sarà valida sicuramente anche tra poco più di un mese, quando Monster Hunter: World sarà disponibile, ma proabilmente ci troveremo davanti una nuova interpretazione della serie, ci auguriamo ovviamente migliore, anche se non possiamo essere totalmente sicuri riguardo il fatto che piacerà anche ai suoi appassionati della prima ora. Il perché è da ricercare in quanto ci ha lasciato la beta del gioco, disponibile da qualche giorno e che lo sarà ancora per qualche ora ancora dalla pubblicazione di questo articolo. Una prova con mano che per certi versi ci ha conquistati, soddisfacendo la voglia di uno svecchiamento della serie, ma che per altri non ci ha totalmente convinto. Per fortuna, ve lo possiamo anticipare, gli elementi di perplessità sono numericamente inferiori a quelli positivi.

Monster Hunter: World screenshot

Il primo impatto è questo, e il cacciatore va subito in brodo di giuggiole

Cosa funziona. Finalmente Monster Hunter è ambientato in un mondo davvero credibile, non in una a volte stramba successione di aree dal disegno spesso basilare. I passi in avanti in tal senso li avevamo avuti già da Monster Hunter 4 Ultimate, ma qui siamo su tutt’altro livello: mai come prima il mondo è vivo, dettagliato, complesso, non solo teatro della caccia, ma totalmente sfruttabile a tal fine, tra alture dalle quali lanciarsi sui mostri, pendii sui quali metterli in difficoltà, cunicoli nei quali infilarsi per ripararsi e tanto altro ancora. La struttura di gioco propone aree di ampio respiro e senza soluzione di continuità, esplorarle è enormemente più complesso che in passato, anche se non ne abbiamo sentito particolarmente il bisogno, avendo a disposizione tutto quanto servisse per la caccia abbiamo percepito l’ulteriore approfondimento della fase di raccolta e più in generale di sfruttamento della natura.

“è stato un vero piacere notare come non siano state fatte eccessive concessioni verso un approccio più action”La maggior parte del tempo passato sulla beta l’abbiamo quindi passato sull’altro pilastro del gameplay, la caccia, ed è stato un vero piacere notare come non siano state fatte eccessive concessioni verso un approccio più action. Sono state immediate le sensazioni di una risposta più immediata ai comandi e di una maggiore fluidità, merito delle animazioni e di un comparto tecnologico più avanzato che in passato, ma notare che le combo di spada e scudo, arma usata per tutta la prova, sono rimaste praticamente le stesse ci ha fatto tirare un respirone di sollievo. Ovviamente lo scrivente ha una certa esperienza della serie e non ha avuto mai problemi nel tirare giù i mostri ma è facile immaginare che un giocatore al primo approccio con essa magari non sbatterà più volte i denti sul modello di caccia, come capitato al sottoscritto, ma avrà le sue belle difficoltà, e questo è cosa buona e giusta.

Certo, la sensazione di una certa facilità persino nella missione più impegnativa della demo c’è stata, ma vanno sottolineati vari aspetti, come l’ottimo equipaggiamento a disposizione in partenza, tra trappole, pozioni in quantità, botti esplosive e quant’altro, l’aver affrontato mostri low rank, quando ormai si sa che in Monster Hunter la vera sfida inizia con l’high rank, la particolare efficacia degli effetti, calibrata sui ridotti 20 minuti delle missioni (che invece nella versione definitiva saranno i classici 50) e ovviamente il fatto che ci si trovasse di fronte a una demo. Anche la facilità con la quale gli insetti di supporto trovano le tracce dei mostri e sono in grado di seguirli nel gioco completo sarà tutt’altra, visto che sarà necessario livellarli.

Monster Hunter: World screenshot

Sembra incazzato, in realtà lo è molto meno del solito

Cos’è che non ci ha convinti allora? In primis hit box e aggressività dei mostri, elementi che non ci sentiamo del tutto di giustificare con l’affermazione “è solo la beta”. Qui non si parla del danno causato da un attacco, che può essere facilmente sistemato, ma proprio della consistenza fisica e del comportamento dei mostri, caratteristiche che in fase di sviluppo richiedono un certo lavoro e che a un mese e spiccioli dall’uscita potrebbero essere definitivi. Vedere il Barroth, solitamente incazzoso trattore, così moscio ci ha messo un po’ di mestizia addosso. C’è poi qualcosa di strano nella direzione artistica, nell’utilizzo dei colori, che non permette ai mostri, al cacciatore e agli elementi rilevanti delle ambientazioni di spiccare come dovrebbero, e tutto è molto meno leggibile che in passato. Si ha poi l’impression che nel rendere più complesse le ambientazioni Capcom si sia un po’ lasciata andare, riempendole di un troppo che potrebbe avere ripercussioni anche sulla qualità della caccia, visto che ovviamente una cosa è combattere ad esempio in un campo aperto, un’altra avere costantemente la possibilità di lanciarsi sui mostri o di metterli in difficoltà grazie alle complessità ambientali. Su questo aspetto ovviamente ci esprimeremo meglio in fase di recensione.

Tra tanti e convinti sì e qualche dubbio comunque ci avviciniamo all’uscita di una produzione che per l’evoluzione della serie che rappresenta promette di essere un passaggio storico, con quale impatto ve lo sapremo dire solo tra qualche settimana.