Hanno una data di uscita tra la fine del 2017 e il 2018 e alla Milan Games Week hanno portato una build di prova per confrontarsi con i giocatori, fare i primi test, vedere le reazioni, ma soprattutto sono impressionanti per capacità tecniche o creative. Si tratta dei 5 titoli che abbiamo provato e più ci hanno colpito nella selezione dei 50 giochi indipendenti italiani ospitati dallo spazio indie alla Milano Games Week.

RIOT: Civil Unrest

RIOT – Civil Unrest

RIOT – Civil Unrest

IV Productions
USCITA: novembre 2017
PIATTAFORMA: Steam (console e mobile nel 2018)
PREZZO: 12,99€ al lancio con sconto
BUDGET: tra 300 e 400 mila euro
FONTE DI FINANZIAMENTO: autofinanziato con un aiuto dal publisher Merge Games
DURATA: —

 

 

RIOT – Civil Unrest è un gioco dallo spunto fenomenale che, come raramente capita, è anche realizzato per sfruttare ogni angolatura di quello spunto: è un simulatore di manifestazioni.Si possono prendere le parti dei manifestanti oppure giocare come la polizia, nel primo caso occorre raggiungere obiettivi come “mantenere una posizione” durante la manifestazione, nel secondo ce ne sono altri come il classico sgombero. In entrambi i casi la gestione è complicata e piena di variabili, con tantissime modi differenti di giungere all’obiettivo, ognuna dotata di un esito diverso. Ad esempio la polizia potrà facilmente disperdere la folla con la violenza, ma alla manifestazione successiva ci saranno meno unità a disposizione per colpa della cattiva pubblicità arrivata dall’uso della violenza.

Con ancora maggior intelligenza RIOT – Civil Unrest, nella modalità campagna, obbliga il giocatore a vincere i livelli giocando prima da una fazione e poi dall’altra per comprendere la complessità di situazioni reali. Ogni livello infatti è una vera manifestazione di cui sono stati raccolti numeri, dati e informazioni in maniera accurata perché fosse ricostruita. Le campagne della modalità storia (cioè più manifestazioni di un medesimo movimento) sono Indignados, NO TAV, Keratea e Primavera Araba. C’è un tutorial al G8 di Genova ma poi ci sono 40 livelli multiplayer e una modalità giornalista in cui assistere a ciò che accade e trovare la foto migliore.

Bud Spencer & Terence Hill - Slaps and Beans

Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans

Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans

Trinity Team
USCITA: dicembre 2017 (novembre per la beta)
PIATTAFORMA: PC, Mac e Linux (console prossimamente)
PREZZO: tra i 15 e i 20€
BUDGET: 212.000€
FONTE DI FINANZIAMENTO: campagna Kickstarter
DURATA: 4 ore

 

 

Si chiamava Schiaffi e Fagioli la piccola versione che un paio d’anni fa era circolata clandestinamente e in seguito al successo della quale era partita la campagna Kickstarter. Si chiamerà invece Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans la versione definitiva del gioco. Per arrivarci è stato necessario che le famiglie Pedersoli e Girotti (veri cognomi di Bud Spencer e Terence Hill) concedessero i diritti d’immagine e che Oliver Onions, Franco Micalizzi e i fratelli La Bionda facessero lo stesso con le musiche.

Il risultato è un retrogame gustosissimo organizzato come un film di Bud Spencer e Terence Hill (la storia somma location dai loro film più noti in una trama che segue la tipica scansione dei loro film) con i dialoghi che ricordano Monkey Island e il gameplay di Double Dragon.

Terramars

Terramars

Terramars

Untold Games
USCITA: estate 2018
PIATTAFORMA: PC digital
PREZZO: —
BUDGET: tra i 200 e i 250 mila euro
FONTE DI FINANZIAMENTO: contest Epic Games e Wellcome Trust e autofinanziamento
DURATA: 15 ore circa

Chiusi in una base terrestre su Marte alcuni personaggi devono sopravvivere. Non è un survival horror ma uno strategy game che pone grandissima attenzione ai meccanismi reali e alla narrazione. Untold Games ha collaborato con un ricercatore dell’ESA per essere certo di centrare tutti i meccanismi reali e le dinamiche che si creano in una base spaziale, ma poi ha inserito anche dei flashback dei singoli personaggi (sempre in visuale occhio di Dio, solo più zommata) che raccontano la loro vita prima della base e consentono di conoscerli. Non solo quindi bisogna stare attenti alle scorte di ossigeno, al mangiare e a tutto quello che serve a vivere ma anche agli attacchi di panico e alle strane dinamiche interpersonali che si creano a stare troppo in un luogo piccolo.

Untold in realtà aveva già in mente questo gioco, quando però Epic Games e Wellcome Trust hanno indetto il contest “Developing Beyond” a tema trasformazione, hanno adattato il loro concept e creato Terramars. Il contest prevedeva prima una scrematura in base ai progetti, ne sono stati selezionati 6 a cui sono stati dati 15.000$ per realizzare un primo prototipo. Poi tra i prototipi ne sono stati scelti 3, tra cui Terramars, a cui dare 60.000$. Ora manca la designazione del vincitore dei 150.000$ rimanenti.

Blind

Blind

Blind

Tiny Bull Studios
USCITA: gennaio – febbraio 2018
PIATTAFORMA: Oculus Rift, HTC Vive e PlayStation VR
PREZZO: circa 20€
BUDGET: tra i 200 e i 500 mila euro
FONTE DI FINANZIAMENTO: autofinanziato con il supporto del publisher
DURATA: —

 

 

Con un gameplay che ricorda la vita di Daredevil (con i suoni a fare da traccia visiva) la protagonista di Blind si muove in una casa che non conosce, senza l’uso della vista ma con diversi rumori a “disegnare” l’ambiente circostante. Più facile da giocare che da spiegare, Blind è un gioco in realtà virtuale in cui non si vede niente se non c’è rumore o non lo si genera sbattendo il bastone su qualche superficie.

La storia la si scopre nella sequenza introduttiva, la protagonista e il fratellino sono in auto mentre scappano da qualcosa. C’è un incidente. Al risveglio ci si trova nella casa sconosciuta, priva della vista. C’è un uomo che le parla tramite i grammofoni, è lui l’ostacolo che le impedisce di uscire, anche se non si tratta di un rivale violento. È misterioso e le vuole impedire di ricongiungersi al fratello o andarsene prima di aver riattraversato la sua vita.

Spaesati, concentrati sui rumori, si gioca come in un puzzle game in cui ogni stanza nasconde il segreto per andare avanti ma poi Blind sa regalare momenti di altissima tensione o di stupore come quando si ammira l’effetto del rumore della pioggia sui vetri.

Daymare: 1998

Daymare: 1998

 Daymare: 1998

Invader Studios
USCITA: metà 2018
PIATTAFORMA: PC e console (nell’ordine Windows, Xbox One e PlayStation 4)
PREZZO: poco più di 20€ per PC e poco più di 30€ su console
BUDGET: tra 100 e 500 mila euro
FONTE DI FINANZIAMENTO: autofinanziato
DURATA: 4-5 ore

 

 

Gli indie game solitamente non sono come Daymare: 1998. Come dice il titolo, è tutto un grande clichè degli anni ‘90 a partire dall’ambientazione, ovvero la cittadina nella foresta nel nord est americano che viene colpita da un’infezione che trasforma tutti nelle classiche creature simil zombie mostruosi. Da lì in poi le vicende di tre protagonisti si incrociano per sopravvivere all’incubo. Convenzionale nell’impostazione ma originale negli esiti, Daymare: 1998 è un indie game che sembra un tripla A, nato come progetto da fan di Resident Evil gli Invader studios sono stati convocati ad Osaka dalla Capcom che, oltre ad intimargli di non copiare le loro proprietà intellettuali, li ha anche spronati a fare un gioco originale su quella base e li ha seguiti lungo tutta la lavorazione con consigli e suggerimenti. Nasce così un progetto gigante, confinato in poche ore ma dalla qualità tecnica impressionante.