Badgames inaugura oggi una nuova collaborazione: Francesca, in arte Tegamini gestisce un blog dove parla di libri, minipony, tecnologia e, in generale, di tutto quello che le passa per la testa in quel momento (ovverosia, principalmente minipony). Tegamini, qualche giorno fa, ha scoperto il magico mondo dei videogames e, per festeggiare, ha scritto il pezzo che vi riportiamo qui sotto.

Preparatevi o austeri hardcore gamer temprati dal fuoco di mille power up, Tegamini non ve le manda a dire e, come prima prova sceglie di smontare pezzo per pezzo nientemeno che Super Mario 3D World, ovvero uno dei migliori platform degli ultimi anni.

Buona lettura.


Artcolo a cura di Francesca “Tegamini” Crescentini

Ho passato buona parte della mia infanzia a cercare di capire che cosa potevo o non potevo fare. In casa mia c’era la convinzione che quasi tutto – dai cartoni animati alle caramelle – potesse irreparabilmente trasformarmi in un’assassina. O in una trapezista dal coltello facile. O in una spregiudicata meretrice eroinomane. O in un politico che insulta le ragazzine su Twitter. Cielo, la nostra unica figlia bionda, la proteggeremo e la cresceremo come il piccolo Mozart!

Ecco, l’andazzo era questo. 

Il pc – incredibilmente – mi ricordo che lo potevo usare. Probabilmente perché c’era l’idea che facesse diventare intelligenti.  Potevo farci praticamente di tutto, col pc. Ma guai a me se giocavo a qualcosa.

I videogiochi no.

Quindi no, piccolo Mozart, non giocherai sul computer, non giocherai col Game Boy e non sognarti neanche di chiedere a Santa Lucia il Nintendo o la Playstation. A parte Tetris, lo Street Fighter che c’era al bar della spiaggia e una sporadica avventura nel magico universo di Final Fantasy VII sono eroicamente cresciuta senza videogiochi. Quando ci penso mi viene in mente l’Isola di Pasqua.
Non so bene come dirlo, ma la verità è che a marzo faccio trent’anni. E la settimana scorsa ho giocato per la prima volta a Super Mario.

Mario

It’s-a me, Mario!

È successo perché Amore del Cuore è arrivato a casa con una immotivata Wii U.  L’ha tirata fuori dalla scatola, ha rubato al mio quattordicenne cognato ben 2 controllerini – con relativi volanti per Mario Kart -, si è seduto lì, ha appicciato Super Mario 3D World e in sette giorni scarsi l’ha spianato via. Ma in serenità. Così, la sera, tanto per fare qualcosa mentre si digerisce. Al che ho pensato, capirai, è facile. Salti di qua, corri di là, scansi una pianta carnivora e viva la gioventù. Ce la posso fare anch’io, che diamine. Ho trovato marito, sarò ben capace di governare i movimenti di un idraulico alto tre centimetri.

La verità è che giocare a Super Mario è difficilissimo, se non hai introiettato i principi-base del videogiocare sin dagli anni innocenti dell’infanzia. Non solo è difficile, ma è anche assurdo.

Super Mario, da quel che ho capito, è una persona perbene. Ha un collega ingiustamente sottovalutato che si chiama Luigi – o sono parenti? – e una passione evidentemente non corrisposta per una principessa vestita di rosa. È ben strano, ho pensato subito. Come si saranno conosciuti una principessa e due idraulici? Cielo, la vasca da bagno di porcellana si è crepata a metà! Aiuto, sudditi, soccorretemi! La principessa Peach, oltre agli idraulici, frequenta anche funghi semoventi, draghini col naso grosso e un casino di altri esserini-cianfrusaglia che le zompettano intorno incessantemente. Il nemico di tutti quanti è un tozzo incrocio tra un tartarugone spinoso e una specie di leone obeso e irascibile.
Amore del Cuore, ma chi è quello lì? Perché ha rapito le fatine campanneline? Che se ne fa. Dove le ha messe. E perché mai dovremmo aiutarle? Che ci frega, s’impicchino pure.
È il cattivo, cuchina. Si chiama Bowser.
Browser?
…seh, Internet Explorer.

Super Mario 3D World screenshot

Super Mario 3D World – screenshot

Nel gioco che sto facendo io, Bowser Explorer cattura queste fatine imbecilli, le caccia in un barattolo e se le porta via. Mario, inspiegabilmente, sente il bisogno di salvare le scalognate fatine, si getta in un tubo insieme al suo seguito di funghi, principesse, ciafferini e minchiatine trotterellanti e parte all’inseguimento. E niente, ci sono i mondi. Dentro ad ogni mondo ci sono i livelli. E poi ci sono delle casine che, se ci entri, puoi vincere delle cose. Una roba che non sapevo è che, mentre cerchi di sopravvivere a un livello – scansando gli innumerevoli esseri nocivi che cercano in tutti i modi di saltarti addosso o evitando di gettarti accidentalmente in fondo a un dirupo -, è anche importante prendere le stelline verdi. Perché se non hai abbastanza stelline verdi non ti fanno entrare nel castello di Bowser Explorer e le fatine si attaccano al tram. La faccenda divertente è che nessuno te le illustra, queste leggi inconfutabili del mondo di Super Mario. Piglia più stelline verdi che puoi. Oppure, le campanelle forniscono a Mario un’inquietante tutina da gatto. Con la tutina da gatto ti puoi arrampicare meglio e puoi graffiare i malvagi. Ma GESOO, ditele, queste cose. Uno non può ritrovarsi all’improvviso con la principessa Peach che spara globi di fuoco dalle mani senza che appaia, che ne so, un amichevole pop-up con una dettagliata descrizione dei poteri magici di cui possiamo disporre. Cosa ne so che con la tutina-castoro-bianco sono invulnerabile. Che ne so che se tocco un fantasma MUOIO all’istante. Stimabile gioco, io so a malapena saltare, non puoi pensare che io possa introiettare  la meccanica del tuo universo in dieci minuti. Fai così perché pensi che tutti quanti siano cresciuti con Super Mario, ma ti posso assicurare che non è così. Non costringermi a leggere il libretto delle istruzioni, ho trent’anni, è umiliante. 

Super Mario 3D World screenshot

Super Mario 3D World – screenshot

Le difficoltà sono numerose. Quelle più frustranti sono legate alla mia incapacità di ricordare che cosa fanno i bottoni. Devo saltare? Corro. Devo correre? Graffio, o sparo, o scodazzo (se mi trasformo chissà perché in un castoro). Devo graffiare? Parto a razzo, mi schianto contro il nemico e muoio. Muoio? Non me la prendo. Non me la prendo affatto.

Ma cuchina, cos’hai combinato?
MA CHE **** NE SO! NON SI CAPISCE UN ****  IN QUESTO GIOCO DI ****! NON HAI UN SECONDO DI PACE, CONTINUANO AD ASSALIRTI E POI DIVENTI PICCOLO, E POI RIDIVENTI GRANDE, E POI CASCHI DALLE PIATTAFORME GIREVOLI PIENE DI PIANTE CARNIVORE E NON TI PUOI ARRAMPICARE E SI SPOSTA TUTTO E C’È ANCHE QUELL’OROLOGINO ****  CHE TI METTE L’ANSIA E NON SO QUANTE MONETE DEVO RACCOGLIERE E NESSUNO MI HA DETTO A CHE COSA SERVE NIENTE E CONTINUANO A SALTARMI ADDOSSO UN MILIONE DI AFFARINI CATTIVI, SONO DA TUTTE LE PARTI, MA CHE VADANO A FARSI **** ! **** ! **** !
Cuchina, stai tranquilla. È un gioco. Non l’hai mai fatto, è normale che ti confondi un po’, all’inizio.
MA NON ROMPERE I **** , SON QUA DA DUE GIORNI E NON SO ANCORA COME SI ENTRA NEI TUBI VERDI! NON C’È NEANCHE LA STORIA! A ME CHE COSA ME NE FREGA DI VAGARE PER QUESTI LIVELLI, CHE NON MI RACCONTANO NIENTE! MA CHE FATINE INUTILI SONO? CHE NON RIESCONO NEANCHE A USCIRE DA UN BARATTOLO? MA CHE POTERI HANNO? **** ! ESTINGUETEVI, FATINE DI **** ! NON AVETE NEANCHE I PIEDI!
Amore, ci sono dei giochi con la storia e dei giochi…
DEI GIOCHI DEL **** ! BASTA! MI SONO ROTTA LE PALLE! PIGLIATI QUESTO CONTROLLER E CIAO. SEMBRA UNA PADELLA ANTIADERENTE, TRA LE ALTRE COSE, MA CHE BISOGNO C’ERA DI FARE UN CONTROLLER COSI’ GROSSO? MA VAI A PESCARE, SUPER MARIO, VAI A PESCARE. E PEACH NON TE LA DARA’ MAI!

E mezz’ora dopo sei di nuovo lì. Che cerchi invano di introdurti in un tubo. Sei di nuovo lì, ipnotizzata dalle musichine allegre, dai colorini vivaci, dai fiorellini, dai livelli pieni di tortine. Sei lì e detesti tutto quello che ti si para davanti, ma senti un’inspiegabile bisogno di proseguire.
Anzi.
Scopri addirittura di nutrire dei sentimenti per le cavolo di fatine. Le vuoi salvare per davvero. Arriverò in fondo, e le libererò dalla loro ingiusta prigionia! …ma non perché vuoi indiscriminatamente del bene alle fatine in difficoltà.
Le vuoi salvare per poter essere tu a spiaccicarle con uno scarpone da sci.
È quello il segreto: trovare le giuste motivazioni. E imprecare moltissimo.