Preparati la bara, 1968, seguito spirituale di Django ma senza Django, perché se il Django originale è Franco Nero il protagonista di Preparati la bara è Terence Hill. Che comunque si chiama Django. Conosce benissimo l’appassionato dello spaghetti western questi meccanismi un po’ bizzarri, per i quali i nomi vanno e vengono, si associano ora ad una faccia, ora ad un’altra, o lo stesso attore interpreta personaggi similissimi ma dai nomi diversi (Gianni Garko era Sartana, ma anche Camposanto, e Sartana e Camposanto erano quasi lo stesso personaggio). Bene, si chiede il giocatore, ma a me? A te, giocatore, interessa che lo spaghetti western è IL riferimento di Red Dead Revolver, la prima escursione di Rockstar nel vecchio west.

Se Red Dead Redemption è il western crepuscolare, alla Sam Peckinpah, Red Dead Revolver è Lo chiamavano Trinità, Lo chiamavano King, …e per tetto un cielo di stelle, Buon funerale amigos… paga Sartana, Gli fumavano le Colt… lo chiamavano Camposanto e tutto quel repertorio più o meno di qualità del cinema italiano e non. L’ispirazione la si vede nella iconografia, nei personaggi, nelle situazioni e nelle ambientazioni, la si sente nella colonna sonora, composta dai brani tratti dalle produzioni cinematografiche di cui sopra e da tantissime altre. Musicalmente il gioco di Rockstar è un compendio completissimo (sebbene non esaustivo) delle melodie che descrivevano il western all’italiana.

Red Dead Revolver Railroaded

Red Dead Revolver – screenshot

“Spalancate le orecchie”

Melodie che vanno a sottolineare momenti del videogioco assai d’impatto, come le passeggiate nella città di Brimstone, con A mollo nella tinozza (Franco Micalizzi, Roberto Pregadio) che suona tranquilla, o come, siamo finalmente arrivati all’oggetto dell’episodio della rubrica, all’attacco al treno sul quale Red, il protagonista del gioco, viaggia per giungere la prima volta proprio a Brimstone. Si divide in due fasi la missione, ed è la seconda quella più esaltante, non solo perché mette il giocatore in un una situazione adrenalinica, allo scoperto, sui vagoni del treno, mentre i desperados guidati dai fratelli Pedrosa sciamano da ogni lato, ma per il brano che l’accompagna: Lucas, da Preparati la bara appunto, e chiudiamo il cerchio, di Gianfranco e Gian Piero Reverberi. Si tratta della sua versione strumentale, ne esistono anche altre due, una in inglese, una in italiano, entrambe cantate da Nicola Di Bari (!).

 

 

E’, quel momento in cui il piombo bollente squarcia l’aria, l’eco dei colpi di fucile rimbomba, il treno corre sbuffano, assolutamente esaltante, soprattutto grazie al brano che perfettamente lo spinge, con quell’epica, quella teatralità, quella crudezza tipica dello spaghetti western. Spalancate le orecchie.