Nintendo e i picchiaduro, un’accoppiata bizzarra, ma che fin dal primo Super Smash Bros. ha funzionato egregiamente, grazie anche alla versatilità del suo roster. Negli anni la serie si è evoluta notevolmente e per affinare il particolare gameplay l’azienda giapponese si è pure avvalsa dell’aiuto di un’esperta del settore: Bandai Namco. Non risulta quindi poi così strano che grazie alla vicinanza dei due colossi del gaming sia nato un nuovo ed interessante progetto sempre appartenente al mondo dei picchiaduro ad incontri: Pokkén Tournament. Si tratta di un particolarissimo esperimento che nasce all’interno delle sale giochi, con il preciso intento di offrire un’esperienza accessibile a tutti gli appassionati dei Pokémon, senza per questo disdegnare l’ambiente competitivo. Un progetto davvero ambizioso e dalle enormi potenzialità che noi di BadGames abbiamo avuto modo di provare in anteprima a circa un mese dal suo debutto ufficiale sul suolo europeo.

Se pensate però che Pokkén Tournament sia simile ai suoi concorrenti vi sbagliate di grosso: il gioco infatti presenta un sistema di gameplay ibrido 2D/3D nel quale la seconda modalità si attiverà in seguito all’esecuzione di specifiche azioni. Questo comporta che ognuno dei 16 mostriciattoli disponibili avrà due distinti sistemi di controllo, che dovranno essere adeguatamente compresi e fatti propri per poter vincere le sfide alle quali i giocatori saranno sottoposti. Parlando proprio del rostrer, uno degli obiettivi principali del director Katsuhiro Harada, il padre di Tekken, è stato fin da subito quello di non focalizzarsi solo su Pokémon antropomorfi ma spaziare tra tutte o quasi le tipologie esistenti: ecco quindi che accanto ad un prevedibile Blaziken troveremo anche i ben più originali Suikune e Chandelure, lottatori fuori dai classici canoni dei picchiaduro.

Pokkén Tournament screenshot

Pokkén Tournament – screenshot

Ad una prima occhiata questo potrebbe sembrare problematico ai fini del puro gameplay ma vi assicuriamo che proprio grazie al sistema ibrido il tutto funziona meglio di quanto si possa credere. Interessante poi la possibilità di scegliere una coppia prestabilita di assistenti, i quali risulteranno fondamentali per spezzare le catene di combo nemiche. Dalla nostra prova è infatti emerso un battle system veloce ed adrenalinico nel quale anche un solo secondo guadagnato risulterà essere fondamentale per poter pianificare il contrattacco.

“ognuno dei 16 mostriciattoli disponibili avrà due distinti sistemi di controllo, che dovranno essere adeguatamente compresi e fatti propri”

Sulla scia di Pokémon XY è stata introdotta anche per Pokkén Tournament la totale personalizzazione del proprio avatar: mano a mano che si vinceranno battaglie verranno guadagnati gettoni che potranno essere spesi per acquistare nuovi abiti, accessori e tagli di capelli. Un orpello inutile, direte voi, considerando però che il progetto Bandai Namco pone l’accento proprio sulla competizione tra allenatori la possibilità di essere facilmente identificati, soprattutto nelle partite online, non è un elemento poi così superfluo. È però nella resa visiva dei Pokémon stessi che i maggiori sforzi estetici si sono concentrati: questo si può considerare il vero e proprio debutto del brand nell’alta definizione ed il team di sviluppo ha voluto lavorare a stretto contatto con Nintendo per donare ad ogni lottatore un aspetto fedele agli originali ma al contempo spettacolare.

Pokkén Tournament screenshot

Pokkén Tournament – screenshot

Parlare di gioco riuscito è ancora troppo presto: la nostra prova con mano si è limitata del resto a solo qualche manciata di match e non abbiamo potuto testare con mano il bilanciamento del roster o la varietá delle modalità a disposizione. Quanto abbiamo però visto quest’oggi però è assai promettente: Nintendo e Bandai Namco hanno riposto molti sforzi nella realizzazione di questo titolo non solo per quanto riguarda la cura estetica ma anche e soprattutto nell’ideazione di un gameplay nuovo e costruito attorno al brand Pokémon.