Vuole, fortissimamente vuole il giocatore, in maniera selvaggia, vorace. Desidera ardentemente quello che non ha, spende energie mentali nel pensare a quello che verrà, al prossimo capitolo della sua serie più amata. La sua infuocata passione è costantemente attizzata dai publisher e dagli sviluppatori, da trailer, news e anteprime, ancor meglio quando convogliate attraverso quei grossi baracconi chiamati fiere. Niente di nuovo né particolarmente elaborato, tra puro marketing ed una sapiente creazione del desiderio. Sacrificate le vostre menti, oh giocatori, all’enorme ed insaziabile dio, Hype.

Intendiamoci, anche noi siamo giocatori, e non siamo da meno di chiunque altro. Nemmeno noi siamo capaci di dominarci di fronte al pensiero di quello che potrà essere il prossimo The Legend of Zelda, tratteniamo a fatica un desiderio di avventura che solo Uncharted 4: Fine di un ladro potrà soddisfare, mentre attendiamo frementi che Final Fantasy VII Remake o Shenmue III ricevano una data di uscita. In sostanza il 2016 è appena iniziato e ci basta molto, molto poco per proiettarci non solo a qualche mese più in là, ma persino al 2017. E’ un meccanismo spietato, al quale è molto difficile resistere, perché tutta l’industria videoludica preme solo in una direzione, in avanti, e quanto esce un giorno è già vecchio due settimane dopo. Indipendentemente dalla caratura della produzione, ed è quella la cosa più inquietante.

The Legend of Zelda Wii U banner scheda provvisorio

Lo vogliamo. Oh, quanto lo vogliamo (parte prima)

Certo, si potrebbe obiettare che quando un titolo finalmente esce finisce il tempo delle chiacchiere ed inizia quello del divertimento, che la tastiera non la si usa più per cercare informazioni o fruire delle ultime notizie ma per giocare, o al suo posto si mette mano al pad. E davvero vorremmo fosse così, ma siamo sicuri che la realtà sia un’altra, almeno dal nostro lato della barricata. L’attenzione generata da una produzione scema davvero troppo presto in seguito alla sua uscita, a meno che a questo non sia legata una qualche controversia, relativa a qualche tema sensibile, solitamente affrontato in maniera pecoreccia dalla critica internazionale, o a qualche grosso problema tecnico. Insomma, non gli spunti di discussione migliori. Dal punto di vista del giocatore la cosa probabilmente non è poi diversa: si punta subito a ciò che viene dopo, magari senza neppure avere finito il titolo atteso per mesi, anni.

” tutta l’industria videoludica preme solo in una direzione: in avanti”

Questo non è un problema recente, nemmeno per idea. E’ un problema atavico del medium chiamato videogioco, che deve categorizzarsi per epoche, che è troppo legato al concetto di avanzamento tecnologico e quindi dello spettacolo grafico, che deve per forza di cose legare la sua attualità e, peggior cosa, la quantità di divertimento ed emozioni capace di elargire, alla modernità. Se ci pensiamo questa è una questione di importanza ridicola, quasi inesistente, per altri medium, per la letteratura come per il cinema. Ci sono produzioni che sono sicuramente legate ai loro tempi, così come ce ne sono altre che più di altre soffrono il passare del tempo; è altrettanto vero che il progresso tecnologico permette di implementare soluzioni impensabili qualche anno fa. Nonostante ciò è molto difficile assolvere industria e giocatori da un gretto reato: quello di abbandono di videogioco, perpetrato ogni giorno, a scapito di chiunque.

Uncharted 4: Fine di un ladro screenshot

Lo vogliamo. Oh, quanto lo vogliamo (parte seconda)

Eppure molteplici fattori permetterebbero oggi una fruizione molto facile dei giochi del passato più o meno recente. La presenza dei grandi classici sui cataloghi digitali di ogni console per esempio, che sarebbe opportuno venissero legati una volte per tutte al proprio account, lasciando che fossero giocabili anche sulle piattaforme future; le possibilità tecnologiche ci sono, il fatto che i giocatori debbano pagare una seconda volta per accedere a titoli che magari hanno comprato non lustri fa, ma la scorsa generazione, è allucinante. La facilità con la quale è possibile acquistare con notevole risparmio titoli usciti giusto qualche mese fa è un altro incentivo al recupero, un recupero che sarebbe bello si accompagnasse alla discussione, allo scambio di idee, alla copertura della critica specializzata. Insomma a tutto quanto viene fatto per le produzioni che devono ancora uscire.

Lasciatevi dunque affascinare dai listoni sui giochi più attesi del 2016 che troverete più o meno ovunque in questi giorni, nessuno vi condannerà per questo, lo faremo anche noi, perché tutti siamo appassionati del nostro splendido videogioco. Ma non siate voraci, ogni tanto volgetevi anche indietro, non solo in avanti. Vi promettiamo che saremo lì, ad indicarvi dove guardare.