Titolo: Halo: Primordium
Autore: Greg Bear
Editore: Multiplayer.it
Anno prima pubblicazione: 2012
Pagine: 313
Prezzo: 19,00 

Dopo un inizio con il botto, c’erano grandi attese attorno a Halo: Primordium, secondo capitolo della trilogia che fa luce sulla costruzione degli Halo, sulla propagazione del Flood nella Galassia e il conseguente declino dell’impero dei Precursori. Avevamo lasciato un Greg Bear, scrittore estremamente esperto di fantascienza, in grande spolvero e totalmente a suo agio nel raccontarci, con termini comprensibili, l’intricata filosofia che guida ogni passo dell’antico popolo alieno e la tragica ordalia dell’inconsapevole Bornstellar, plagiato dal Modellatore in persona e braccio destro del Didatta nella lotta fratricida contro il Primo Costruttore.

Halo: Cryptum, come potete leggere nella puntata dedicatagli della nostra rubrica Game & Book, ci aveva convinti, appassionati e conquistati grazie al suo intreccio serrato, ai personaggi carismatici e a uno stile di scrittura mai pesante, né ridondante. Tutto il contrario, purtroppo, di Halo: Primordium, evidente vittima sacrificale di una scelta editoriale, quella di partorire forzatamente una trilogia, che ha costretto l’abilissimo autore a mortificare le sue capacità di narratore, sporcandosi le mani con un plot di fatto contenutissimo, striminzito e ontologicamente impossibilitato a riempire le oltre trecento pagine che pur compongono il romanzo.

alo Primordium copertina

Halo Primordium – La copertina

L’incipit è incoraggiante. Abbandonato Bornstellar al suo destino, per l’intero libro si “ascolta” la testimonianza di Chakas, protagonista già nel capitolo precedente, sopravvissuto all’attacco della flotta dei Precursori ai danni degli Halo che, sotto il controllo dell’I.A. impazzita Mendicant Bias, minacciavano la capitale dell’impero. Cambia dunque il narratore, ma la storia riprende proprio dove si era interrotta. Atterrato rovinosamente sull’Installazione 04, la stessa su cui Master Chief si troverà a combattere nel primo episodio videoludico del brand, il nostro si metterà alla ricerca del disperso Riser, imbattendosi in altri umani, prigionieri da molto tempo sull’anello spaziale. E’ l’inizio di un lunghissimo viaggio tra valli da attraversare, montagne da scalare e laghi da navigare. Il romanzo, in breve, si tramuta in un dettagliatissimo diario di bordo dove, fondamentalmente, non accade praticamente nulla per capitoli e capitoli. L’autore, chiaramente costretto a raggiungere un determinato numero di pagine per contratto, si sofferma continuamente sulla fame patita dai protagonisti, sulle loro ipotesi formulate nel tentativo di comprendere cosa stia accadendo sull’Halo, su cosa vogliano le voci che costantemente cercano di prendere il controllo della loro volontà. Un loop di azioni e pensieri letti e riletti che si interrompe, fortunatamente, solo nella parte finale, quando la narrazione si fa finalmente incalzante e i dettagli, sui risvolti della guerra e sulla sorte del misterioso Primordiale piovono con fin troppa foga.

Halo: Primordium, più di ogni altra cosa, manca di equilibrio. Annoia il lettore con una prima metà praticamente inutile, che si sarebbe potuta riassumere in metà delle pagine, e poi lo investe di informazioni, solo un attimo prima della conclusione, con risvolti estremamente interessanti e personaggi che avrebbero meritato molto più spazio. Purtroppo, come se non bastasse, anche queste parti non sono prive di difetti. La proverbiale caparbietà di Greg Bear nel giocare con le parole e dipingere scenari perfettamente comprensibili, per quanto alieni, si eclissa totalmente. Non è certamente facile parlare di tecnologia avveniristica che risponde a principi fisici tutti suoi, ma alcuni passaggi, pochi per fortuna, sono fondamentalmente incomprensibili.

Per i fan di Halo, Primordium è un grattacapo non da poco. Si tratta di un romanzo noioso, mal scritto e che per ampi tratti non aggiunge nulla di veramente utile o interessante. È anche vero, tuttavia, che quel poco di nuovo che introduce, è praticamente fondamentale per comprendere come e perché si sia propagato il Flood nella Galassia. Vale dunque la pena affrontare una lettura faticosa e difficoltosa, solo per piccolissimi (e gustosissimi, su questo non ci sono dubbi) dettagli? Se in giro per la rete troverete sufficienti ragguagli, necessari per evitarvi la fruizione del romanzo, potreste averla scampata. Altrimenti, purtroppo, vi toccherà quanto meno assoldare qualcuno che lo legga al posto vostro e vi riferisca i passaggi imprescindibili.

Halo artwork

Halo – Artwork