Titolo: Console Wars
Autore: Blake J. Harris
Editore: Multiplayer.it
Anno prima pubblicazione: 2015
Pagine: 560
Prezzo: 17,90 €

 

“Sono convinto che al liceo non ho avuto una ragazza a causa di GoldenEye. Ricordo addirittura di aver abbandonato delle feste per andare a giocare”

Seth Rogen, dalla prefazione di Console Wars

 

Bei tempi gli anni ’90.

C’erano un po’ di sana malinconia e depressione musicale assicurate dagli Smashing Pumpkins, dai Nirvana da tutti i vari figli più o meno legittimi dei Sonic Youth, gli adolescenti appartenenti alla ormai ex generazione X di Douglas Coupland avevano il sospetto, ma non la certezza matematica di oggi, che il futuro avrebbe regalato solo una serie infinita di fregature fra catastrofi socio economiche varie ed eventuali, MTV trasmetteva ancora una caterva di video musicali girati dai migliori registi sulla piazza e non una ridda di reality in cui un’umanità più o meno variegata – e derelitta aggiungerei – viene rinchiusa all’interno di una “struttura” con lo scopo di assistere a degli accoppiamenti sullo stile “panda in cattività” (solo che i panda è bene che si riproducano perché sono in via d’estinzione, gli esponenti dell’umanità di cui sopra invece si riproducono a velocità esponenziale) e la guerra videoludica aveva come punti fermi e del tutto antitetici SEGA e Nintendo.

Due aziende che facevano girare l’economia di un paese, il Giappone, e non solo, gli Stati Uniti, e che in Italia – con la solita perspicacia che contraddistingue le nostre obnubilate capocce – venivano ancora percepite come aziende che producevano “roba per bambini” o “giocattoli” nel senso più riduttivo del termine, e non come dei player che stavano rivoluzionando per sempre un mercato giovane, ricco e foriero di prospettive economiche e opportunità artistiche. Negli Stati Uniti c’era gente come Michael Jackson a fare da testimonial alle varie campagne pubblicitarie di SEGA, noi da queste parti dovevamo accontentarci di Jerry Calà e di qualche calciatore in grado di mettere a malapena due parole in fila l’una all’altra.

Console Wars

Console Wars

Proprio per questo motivo anche chi, come il sottoscritto, ha vissuto pienamente l’epoca in cui acquistare una console SEGA o Nintendo aveva quasi la stessa valenza ideologica del dare il proprio voto a un partito di destra o di sinistra, gli anni in cui ogni mese si faceva lo stradello a terra per andare in edicola ad acquistare Console Mania, Game Power, K, Computer + Videogiochi e ha poi trasformato la passione per i media, vecchi o nuovi che siano, in una professione, leggere un libro come Console Wars di Blake J. Harris, significa scostare il proverbiale Velo di Maya.

Con la sua opera piena di quella capacità affabulatoria che, talvolta, solo gli americani paiono avere – a volte mi piace pensare che se fosse Aaron Sorkin a elaborare la sceneggiatura di una normalissima e ben poco esaltante giornata/tipo potrebbe venirne fuori un film vincitore quantomento di un Oscar per la Miglior Fotografia – Harris racconta la battaglia combattuta da Nintendo e SEGA dall’inizio degli anni novanta fino ai prodromi di quel tracollo della Service Games che sarebbe cominciato con il Saturn prima e il Dreamcast poi.

Mario Sonic Console Wars

Oggi funziona così

Sulla base di più di duecento interviste a ex dipendenti dei due colossi nipponici, Blake J. Harris affresca uno splendido, appassionante ritratto di Tom Kalinske, un genio dell’imprenditoria e del marketing che, dopo aver scoperto che i bambini avrebbero mangiato più facilmente le vitamine in pasticca se queste avessero avuto la forma dei personaggi dei Flinstones e dopo aver salvato dall’oblio, è riuscito a trasformare la divisione americana di SEGA in un top player della nascente industria videoludica. E di come il continuo successo della divisione statunitense dell’azienda abbia creato una frattura interna alla ditta nipponica, capace di culminare in un vero e proprio sabotaggio da parte della frangia nipponica il cui risultato è ancora sotto gli occhi di tutti: la rivale Nintendo è l’unica della “vecchia guardia” che è riuscita a sopravvivere al ciclone Sony e Microsoft diventando, se possibile, anche più forte di quanto non fosse 4 lustri fa.

Da questo libro dovrà arrivare, dapprima, un documentario e poi un film curato da Seth Rogen e Evan Goldberg, già artefici del geniale Facciamola Finita e del controverso The Interview, la pellicola che ha generato il cataclisma noto come Sony leak. Visto e considerato che la Sony Pictures ha da poco ultimato le fasi di riassetto dirigenziale post leak, non ci sono ancora delle tempistiche precise per l’arrivo del lungometraggio. Motivo in più per dedicare il vostro tempo a un libro che è capace di raccontare la realtà storica di un segmento dell’industria mediatica a noi cosi a cuore, come se si trattasse del più appassionante dei romanzi di fiction basati su rivalità, successo e caduta.