Uscito a fine ciclo vitale sulla prima e probabilmente insuperata PlayStation, Vib Ribbon si presentava come un gioco antitetico al trend cinematico fatto di filmati spettacolari e grafica in 3D che la scatola grigia made in Sony ha da allora contribuito a impostare in modo decisivo. Laddove i vari Resident Evil, Final Fantasy, Metal Gear Solid, brillavano per complessità della storia, sofisticatezza della grafica e per gameplay tarati sul gradimento dei giocatori smaliziati, Vib Ribbon si presentava probabilmente come il gioco più semplice del mondo, non dissimile in tal senso dai vecchi classici anni ’80. La grafica consisteva in un’unica linea bianca su sfondo nero e semplice scopo del gioco era che Vibri, una buffa coniglietta stilizzata che procedeva inesorabile lungo la linea, evitasse ostacoli come buche, mura, cerchi e linee zigzagate, premendo un pulsante corrispondente rispetto all’ostacolo proposto, che poteva essere anche il frutto della combinazione di due diversi elementi ed essere oltrepassato mediante la pressione simultanea dei due tasti relativi.

Da cosa dipendeva la generazione dell’ostacolo? Semplice, dall’intensità della musica, che consisteva in 6 tracce j-pop, che equamente divise determinavano diversi livelli di difficoltà; sbagliando il timing si conteggiava un errore, e al cumularsi degli errori Vibri si involveva prima in una rana e poi in un verme, prima di morire e ricominciare da capo, mentre con una sequenza senza errori si evolveva in una creatura angelica, guadagnando punti bonus in quantità, tentando di ottenere un punteggio perfetto e completare un livello senza sbavature. Tutto molto semplice, oltre il minimale, al punto da determinare la vera, grande, immensa peculiarità di Vib Ribbon; tanto esiguo era il peso del gioco che questo veniva, una volta avviato, caricato integralmente sulla RAM di PlayStation, liberando lo slot del lettore che poteva pertanto ospitare qualsiasi CD audio, e quando si dice qualsiasi si intende TUTTA la musica in formato CD vi potesse mai venire in mente.

Vib Ribbon screenshot

Vib Ribbon – screenshot

Dalla Nona di Beethoven al pop di una qualsiasi boyband, il gioco generava un livello a partire dalla traccia audio presa in esame, livello la cui complessità dipendeva ancora una volta dall’intensità della musica. Questa piccola ma decisiva caratteristica faceva di Vib Ribbon un gioco semplicemente unico e infinito, un rhythm game psichedelico e mai noioso, fuori di testa, ma solido e imprevedibile nel gameplay, dato che ogni traccia rappresentava un mistero, la generazione di un livello la cui complessità non si poteva immaginare o prestabilire. Dopo Parappa the Rapper e Um Jammer Lammy Sony creava forse il suo più grande capolavoro del genere, meno incisivo in termini di caratterizzazione dei personaggi ma ancora più divertente e appagante. Un monumento alla creatività innovatrice di Sony, che già allora si faceva strada sotto forma di coniglietta e a tempo di musica.

Come è stato (ri)giocato: uscito su PlayStation nel 2000, Vib Ribbon è ad oggi un cimelio piuttosto raro, che ha però fortunatamente goduto di una riuscita riedizione digitale, uscita su PSN a fine 2014.