Uscito nel 2001 su quella straordinaria console che fu il Dreamcast, Skies of Arcadia è ancora oggi ricordato con grande affetto da tutti i possessori dell’ultima console SEGA, che oltre a realizzare il sogno delle conversioni arcade perfect seppe regalare tanti giochi di grande profondità e complessità. Il titolo Overworks era un grande, classico JRPG con tutti i crismi del genere, forse uno degli ultimi della sua epoca a presentarsi sul palcoscenico senza particolari ambizioni innovatrici; tanti combattimenti casuali a turni con personaggi specializzati nel corpo a corpo piuttosto che nella magia, un vastissimo mondo da esplorare in lungo e in largo, una storia appassionante di grandi sentimenti e di amicizia e una tonnellata di subquest.

Skies of Arcadia seppe conquistare il cuore degli appassionati grazie a un setting ancora oggi rimpianto da tanti giocatori, che sognano un seguito che probabilmente non arriverà mai. Quella di Vyse (il protagonista smargiasso e sognatore) e compagni è una storia di pirati, autentici Robin Hood che combattono un brutale impero, smanioso di risvegliare un antico potere, trasposta però in un incredibile mondo fantastico fatto di cieli sconfinati, isole sospese a mezz’aria e navi volanti. Si inizia come sconosciuti pirati, con la voglia di spaccare il mondo e sabotare le iniziative malvagie dell’impero Valuan, armati solo del nostro coraggio e del nostro piccolo vascello, il Delphinus, ma ben presto si viene catapultati in una avventurosa vicenda capace di compiere un piccolo miracolo videoludico, ossia trasmettere in modo magistrale il senso dell’avventura e della scoperta come raramente si è visto. Con l’incedere della vicenda potenzieremo la nostra nave, rendendola capace di raggiungere altitudini maggiori e nuove locazioni, scopriremo leggendarie ambientazioni che accresceranno la nostra fama di pirati, cosi come lo faranno le epiche battaglie navali (semplici ma assai strategiche e divertenti) contro la flotta Valuan e altri pirati.

Skies of Arcadia screenshot

Skies of Arcadia – screenshot

C’è sempre qualcosa fare in Skies of Arcadia, un nuovo pezzo per lo scafo della nostra nave da ottenere, una nuova zona del modo da esplorare, una nave da assaltare o un fuorilegge da sgominare e sconfiggere, come avviene nella particolare sub-quest aggiunta nella versione riveduta, corretta e migliorata uscita su GameCube un anno dopo col sottotitolo Legends. Ogni impresa compiuta, ogni singolo progresso registrato contribuisce ad accrescere la fama di Vyse e della sua ciurma, con tanto di registro e titolo piratesco a capeggiare nei menù. Ma oltre a una struttura solida e divertente e a una ambientazione ispirata e avventurosa come non mai, Skies of Arcadia colpisce dritti al cuore grazie a dei personaggi che pur nella loro stereotipizzazione si legano indissolubilmente al giocatore; impossibile non emozionarsi di fronte all’idealismo di Vyse, o non commuoversi per la struggente e malinconica vicenda di Drachma, non innamorarsi un po della mistica figura di Fina. Finire Skies of Arcadia è un compito pressoché obbligato per ogni videogiocatore, che di fronte ai titoli di coda si sentirà come se stesse impugnando uno splendido libro appena finito che non vuole chiudere per l’ultima volta.

Come è stato (ri)giocato: uscito ad inizio millennio su Dreamcast, Skies of Arcadia è disponibile anche su GameCube, in una versione che si lascia decisamente preferire, vantando un miglior bilanciamento del numero e della difficoltà dei combattimenti casuali, numerose nuove location da registrare e scoprire ed alcune subquest aggiuntive.